di Francesco Patanè
La Repubblica, 28 luglio 2026
Coro di solidarietà al procuratore dopo l’attacco del ministro per le dichiarazioni sugli istituti di pena in mano a Cosa nostra. L’appuntamento è per oggi alle 10,30 a Roma nella sede della Commissione parlamentare antimafia. Il procuratore di Palermo Maurizio de Lucia parlerà per la prima volta dopo le sue dichiarazioni sulla situazione delle carceri “in mano alla criminalità organizzata” che hanno scatenato la reazione del ministro della Giustizia Carlo Nordio. L’audizione, programmata prima della polemica sulle carceri, verte sulla situazione della criminalità organizzata a Palermo e nel territorio di competenza della Direzione distrettuale antimafia che de Lucia dirige. Una relazione che contiene per forza di cose il capitolo carceri, soprattutto alla luce delle ultime indagini palermitane.
Dopo l’attacco di Nordio a de Lucia (“È lui ad essere fuori controllo”), si è sollevato un coro a difesa del procuratore. “Il governo e il centrodestra invece di prendersela con la magistratura, prendano atto del loro assoluto fallimento e il ministro Nordio deve rassegnare immediatamente le proprie dimissioni - sottolinea in un documento il coordinamento del tavolo regionale del centrosinistra in Sicilia - Le parole del procuratore Maurizio de Lucia non vanno strumentalizzate, ma ascoltate. Mentre la mafia nei quartieri popolari, a Palermo come nel resto della Sicilia organizza nuove generazioni criminali sfruttando l’assenza sociale dello Stato e le carceri siciliane, che versano in condizioni inaccettabili sia per i utilizzanti che per gli agenti della polizia Penitenziaria, finisce nel caos, il governo risponde con un nuovo e brutale scontro frontale con la magistratura”.
Per il centrosinistra siciliano il governo isola e delegittima i magistrati invece di avviare una verifica seria sulla condizione drammatica delle carceri siciliane. “Urgono interventi immediati per sradicare il controllo e il potere della criminalità nei luoghi di detenzione - continua in centrosinistra siciliano - Ma anche per garantire ai detenuti una reclusione dignitosa ispirata ai principi della rieducazione e del reinserimento sociale”. Solidarietà al procuratore De Lucia arriva anche dal deputato regionale di Forza Italia Marco Intravaia: “Ha voluto richiamare l’attenzione sulle criticità di un sistema che ha evidenziato lacune e vulnerabilità. La cronaca recente racconta casi di detenuti che sono riusciti a mantenere contatti illeciti con l’esterno. È del tutto inutile alimentare una sterile polemica, la politica dovrebbe fare tesoro di questa segnalazione e lavorare per rafforzare ulteriormente il sistema penitenziario”.
Mai come ora la lotta alla mafia è legata a doppio filo con la condizione carceraria. E lo conferma anche chi, come il garante nazionale dei detenuti Mario Serio, vigila sulle condizioni carcerarie in Italia. “Le parole di de Lucia, non nuove e non dissonanti rispetto a voci egualmente qualificate, dipingono un fenomeno allarmante che va affrontato con soluzioni urgenti ed efficienti. Lo Stato si trova di fronte ad uno stretto bivio tra sicurezza e mantenimento di misure di umanizzazione delle pene - commenta Serio - La questione va governata con equilibrio e realismo. L’intervento del procuratore mirava a sollecitare il governo ad affrontare il problema”.










