di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 8 settembre 2023
Il governo ha varato il decreto contro la criminalità giovanile, dopo gli episodi di violenza registrati a Caivano e a Palermo: ecco che cosa contiene. “Questo è il segno di uno Stato che decide di metterci la faccia”. A una settimana esatta dalla trasferta a Caivano, dopo lo stupro delle due cuginette di 10 e 12 anni, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, rivendica il decreto varato ieri nel Consiglio dei ministri che ha dato il via all’istituzione della Zes unica(zona economica speciale) per il Sud, allo stanziamento di 45 milioni di euro per Lampedusa e alla proroga della circolazione per i veicoli diesel Euro 5 in Piemonte. Soprattutto, però, la premier parla del decreto Caivano con la stretta sulla “criminalità minorile che si sta allargando a macchia d’olio”, con misure severissime anche per i genitori. E, prima di partire per il G20, affronta in conferenza stampa i temi di questi giorni: dalla manovra ai rapporti di maggioranza, da Gentiloni al patto di stabilità.
“Basta ragazzi armati” - La premier prende di petto l’argomento contestato delle pene più alte per i minori: “Se l’uso dei minorenni si è allargato nelle pratiche criminale è anche perché la criminalità organizzata sapeva che non ci sarebbero state particolari conseguenze. Si è fatta scudo dei giovani. Per tutelarli li abbiamo esposti”, evidenzia. Ma, aggiunge, “finora se un ragazzo girava con la pistola carica non si poteva arrestare. Per questo abbiamo previsto l’arresto in flagranza per reati prima non previsti per ragazzi tra 14 e 18 anni”. Questo, assicura la premier, “non è repressione è prevenzione”. Nel decreto c’è il Daspo urbano per i quattordicenni ma non c’è l’abbassamento della imputabilità da 14 a 12 anni. “Non se n’è mai parlato” assicura la premier. C’è invece l’estensione ai dodicenni dell’ammonimento del questore. Ma, assicura la premier: “Nessuno sbatte in galera i bambini. I 12enni vengono convocati assieme ai genitori che possono essere chiamati in causa”.
“Potestà genitoriale” - “Se introduci un minore nelle dinamiche criminali credo sia giusto che ti venga tolta la potestà genitoriale”, afferma Meloni. Soddisfatta che la stessa punizione sia estesa anche a chi favorisce la dispersione scolastica. “Noi offriamo alternative alla strada e allo spaccio, potenziamo la scuola e il doposcuola. Ma funziona se i bambini a scuola ci vanno. Finora per chi non li mandava la pena era di 30 euro e basta. Ora ti fai due anni di carcere e rischi la revoca della patria potestà”, avverte, sottolineando che “il fenomeno riguarda sempre più bambine di famiglie islamiche”. Dopo l’incontro a Palazzo Chigi con la madre di Giovanbattista Cutolo, il giovane musicista ucciso a Napoli, la premier parla di quell’omicidio come di una “ferita aperta del Paese”. E annuncia: “Ho proposto per lui la medaglia al valor civile”.
Nuove misure - “Le misure sono insufficienti. Ma siamo pronti a inserirne altre”, assicura. Ad esempio la certificazione dell’età di chi accede ai siti porno, espunta dal testo. “È una materia molto complessa sulla quale si interrogano i governi di mezzo mondo e non considero giusto intervenire per decreto. Spero che il Parlamento possa agire: quando il ministro Roccella ha detto che l’età di primo accesso ai siti pornografici è scesa ormai a 6 anni ho visto sbiancare le facce di alcune madri ed anche la mia”.
Spaccio di lieve entità - Il provvedimento, ha sottolineato il sottosegretario di Stato, Alfredo Mantovano “vale per l’immediato per Caivano e varrà per altre aree e individua un modulo di intervento che prende in considerazione non solo la piaga della criminalità minorile e lo sfruttamento criminale dei minori, ma anche l’offerta di qualcosa di positivo e di alternativo alla strada dello spaccio e del crimine”. Si riparte dal mega centro sportivo divenuto teatro degli stupri e dal commissario straordinario Fabio Ciciliano.
Il ministro dell’Interno Piantedosi ha enumerato tutti i casi, incluso lo spaccio di lieve entità, “che vedevano l’impunità dei minori per i quali ora invece c’è l’arresto facoltativo”. “Abbiamo cercato di coniugare la necessità di repressione della delinquenza minorile con un percorso non solo punitivo, ma educativo”, ha aggiunto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. E il titolare dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha illustrato lo sforzo che, all’interno dell’Agenda sud, verrà compiuto per supportare scuole e insegnanti.
Maggioranza solida - La premier afferma che “non la preoccupa la dialettica interna alla maggioranza” né “il confronto pre-elettorale in vista delle Europee”. Ma nella manovra occorre “puntare su grandi provvedimenti: sanità, lavoro e famiglia”. Quanto agli interrogativi sul prossimo patto di stabilità mette in guardia da modifiche: “Siamo aperti e disponibili ma sarebbe drammatico un ritorno alle vecchie regole”. Sul Superbonus: “È un’eredità oggettivamente pesante: di fronte a una stima iniziale di 36,5 miliardi, oggi siamo a 93 e supereremo i 100”.
L’opposizione - Critica la segretaria dem Elly Schlein: “La prima impressione è che si insista solo sulla repressione, ma serve un investimento sulla prevenzione”.










