di Claudio Del Frate
Corriere della Sera, 9 agosto 2019
"C'è l'obbligo di soccorso in mare". Il contestato provvedimento diventa legge dello Stato ma il Quirinale invia una lettera ai presidenti delle Camere e al premier. Il presidente della repubblica Sergio Mattarella ha firmato il cosiddetto decreto sicurezza bis, approvato nei giorni scorsi dal parlamento.
Il provvedimento che tra le altre cose impone pesanti multe alle ong che salvano migranti in mare diventa legge dello Stato; allo stesso tempo il Quirinale ha inviato una lettera ai presidenti delle Camere e al premier Conte una lettera rilevando due "criticità". In particolare Mattarella avrebbe ritenuto "irragionevoli" le sanzioni per chi viola le acque territoriali. "Resta sempre l'obbligo di soccorso in mare" ammonisce il capo dello stato. Per queste ragioni il Colle ha chiesto al Parlamento di rimettere mano al testo per apportare correzioni.
Le sanzioni irragionevoli - La lettera di Mattarella "colpisce al cuore" il provvedimento fortemente voluto da Salvini per contrastare le operazioni di salvataggio delle ong. Il testo integrale della lettera è stato pubblicato sul sito della Presidenza della repubblica. "Al di là delle valutazioni nel merito delle norme, che non competono al Presidente della Repubblica non posso fare a meno di segnalare due profili che suscitano rilevanti perplessità" scrive Mattarella "rimettendo alla valutazione del Parlamento e del Governo l'individuazione dei modi e dei tempi di un intervento normativo sulla disciplina in questione". Riguardo alle m
ulte alle navi che entrano nelle acque territoriali ignorando il divieto del Viminale "non è stato introdotto alcun criterio che distingua quanto alla tipologia delle navi, alla condotta concretamente posta in essere, alle ragioni della presenza di persone accolte a bordo e trasportate" e quindi viene affidato "alla discrezionalità di un atto amministrativo la valutazione di un comportamento che conduce a sanzioni di tale gravità". I rilievi del Colle fanno riferimento tanto alle sanzioni (fino a un milione di euro) quanto alla confisca della nave.
Resta l'obbligo di soccorso in mare - Per Mattarella, inoltre, deve prevalere l'obbligo di prestare soccorso che è sancito da accordi internazionali sottoscritti dall'Italia. "Va anche ricordato - ecco un altro passo della missiva - che, come correttamente indicato all'articolo 1 del decreto convertito, la limitazione o il divieto di ingresso può essere disposto "nel rispetto degli obblighi internazionali dell'Italia", così come ai sensi dell'art. 2 "il comandante della nave è tenuto ad osservare la normativa internazionale". Nell'ambito di questa la Convenzione di Montego Bay, richiamata dallo stesso articolo 1 del decreto, prescrive che "ogni Stato deve esigere che il comandante di una nave che batta la sua bandiera, nella misura in cui gli sia possibile adempiere senza mettere a repentaglio la nave, l'equipaggio e i passeggeri, presti soccorso a chiunque sia trovato in mare in condizioni di pericolo"".
La resistenza a pubblico ufficiale - La lettera del Quirinale rimarca poi un altro elemento di irragionevolezza del testo di legge; non nella parte che riguarda i migranti ma in quella che cancella la "tenuità del reato" per chi si rende responsabile di resistenza o minaccia a pubblico ufficiale nell'esercizio delle sue funzioni. Nata per tutelare poliziotti e carabinieri la norma, per come è stata scritta finisce per includere una lunga serie di pubblici dipendenti statali e locali, senza alcuna distinzione. ma, sottolinea la lettera, finisce per escludere dal novero i magistrati.









