di Rosaria Manconi*
Ristretti Orizzonti, 6 agosto 2019
Nel caldo agostano, con il favore degli alleati di governo, finti oppositori al provvedimento all'esame del Senato, è stato approvato il decreto sicurezza bis. Un'altra ferita al cuore del sistema democratico, enfatizzata con il richiamo blasfemo alla Madonna e con il presunto favore degli italiani. Che, quindi, ora dovrebbero gioire e pure ringraziare per essersi visti comprimere le libertà fondamentali. Perché di questo si tratta.
Di un bieco tentativo di limitare i diritti delle persone, di fermare il dissenso attraverso l'inasprimento delle sanzioni per i manifestanti, e di bloccare l'immigrazione, peraltro già ai minimi storici. Un provvedimento confezionato su misura per il ministro dell'interno che viola palesemente la Costituzione e gli obblighi internazionali sul soccorso in mare e che si fonda su una inesistente necessità ed urgenza di intervenire in materia di sicurezza.
Laddove, invece, sulla base dei dati forniti dallo stesso Ministero, i reati sono diminuiti e non esiste alcun allarme criminalità, tantomeno collegato al fenomeno migratorio. Ancora una volta, quindi, dobbiamo registrare un uso demagogico da parte del Governo del diritto penale, finalizzato - anche attraverso la creazione di nuove fattispecie di reato, che, non a caso, vanno a colpire i poveri ed i più deboli, (zingari, immigrati, emarginati) strumentalmente individuati come causa di incertezza sociale - ad alimentare la paura ed acquisire consenso di massa. I profili di incostituzionalità di questa legge, per il contrasto con i principi umanitari inviolabili, sono già evidenti. Agli operatori del diritto l'imprescindibile compito di evidenziarli e sollevarli ogni volta che sarà possibile.
*Presidente Camera Penale di Oristano









