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di Giovanni Innamorati

Il Manifesto, 19 marzo 2026

Più di cento depositati ieri dai quattro partiti di maggioranza. Pesa il clima incerto prima delle urne e la spinta di Vannacci. Il cammino del decreto sicurezza, all’esame della commissione Affari costituzionali del Senato, diventa in salita. A preoccupare il governo sono gli oltre 1.100 emendamenti dei gruppi di opposizione ma, da un punto di vista politico, sono i 128 depositati dai gruppi di maggioranza. Ieri a mezzogiorno è scaduto il termine per depositare in commissione le proposte di modifica del decreto e i dati non sono incoraggianti per l’esecutivo, sia dal punto di vista numerico che politico. Anche perché queste pietre di inciampo arrivano dopo la stroncatura della scorsa settimana del Comitato per la legislazione - di cui il nostro giornale ha dato conto sabato - per il quale il decreto manca dei requisiti costituzionali di necessità e urgenza; per non parlare degli inviti dell’Ufficio studi di Palazzo Madama a “chiarire” le norme più controverse.

La prima ondata di emendamenti è arrivata dalle opposizioni, come era facile attendersi: 354 proposte di modifica da Avs, 344 dal Pd e 340 da M5s, 18 da Iv, 17 dalle Autonomie. “Tutti emendamenti di merito” ha precisato la pentastellata Alessandra Maiorino. Quest’ultima sottolineatura non è una frase di circostanza: il decreto è una sorta di omnibus, composto da 32 articoli con 37 disposizioni normative diverse. Gli oltre mille emendamenti delle opposizioni vanno a incidere sui diversi aspetti del provvedimento in modo puntuale e quindi sarà difficile per il presidente della commissione, Alberto Balboni, ricorrere al “canguro”, possibile quando ci sono emendamenti puramente ostruzionistici, ripetitivi tranne piccole differenze.

Tra gli emendamenti delle opposizioni si segnalano quelli, di tutti i gruppi, che incidono sulle due norme più controverse, su cui l’Ufficio Studi aveva invitato a intervenire: quella sul fermo preventivo di 12 ore nell’imminenza di manifestazioni contro persone sospettate di cercare scontri di piazza; quella che introduce nel codice di procedura penale una annotazione preliminare anziché l’iscrizione nel registro degli indagati nei casi di notizie di reato in presenza di causa di giustificazione. Oltre agli emendamenti soppressivi, altri cercano di circoscrivere l’applicazione delle due norme. A queste proposte di modifica se ne aggiungono 14 redatte dal Comitato per la legislazione, che sono puramente di drafting, vale a dire di riscrittura dei testi per renderli applicabili, togliendo loro i dubbi interpretativi.

I problemi politici arrivano dagli emendamenti della maggioranza. È la prima volta che tutti i gruppi di centrodestra ne presentano in numero significativo (47 da Fi, 42 da Fdi, 25 dalla Lega, 9 da Noi moderati) aprendo una concorrenza interna. Non sono estranei a ciò due elementi: l’esito incerto del referendum e la competizione da destra di Vannacci. I capigruppo di maggioranza hanno inoltre depositato altri quattro proposte congiunte, altrettanto interessanti. Due recepiscono delle richieste di sindacati di polizia (sblocco degli attuali meccanismi del turn over ecc.), uno propone di semplificare l’istituzione di presidi di polizia in ospedali, centri commerciali ecc.

Il quarto prevede la collaborazione del Viminale con il Consiglio nazionale forense per favorire i rimpatri volontari dei migranti. In pratica, si introduce il riconoscimento di un compenso all’avvocato del migrante per la consulenza legale offertagli per fargli accettare una proposta di rimpatrio volontario. Una sorta di contromossa in risposta alle associazioni di avvocati che aiutano i migranti a far valere i propri diritti.

Più complicate per il governo le proposte di modifica presentate dai singoli gruppi di centrodestra; se ne conosceranno i contenuti nei prossimi giorni, con la fascicolatura e pubblicazione. Intanto la Lega ha reso noto alcune delle proprie richieste come “l’istituzione di una zona cuscinetto o zona di rispetto a limite invalicabile a tutela degli agenti nelle manifestazioni di piazza”, la cauzione che i promotori delle manifestazioni devono versare in anticipo. Tutte norme di destra-destra per non farsi scavalcare da Vannacci, ma difficilmente recepibili perché dubbie sul piano giuridico-costituzionale. Per Fdi si segnala l’ordine del giorno con cui si chiede di dotare le forze dell’ordine di strumenti per la gestione dell’ordine pubblico: pallottole di vernice colorata per marcare “i facinorosi”, capsule al peperoncino, palle di gomma.