di Amedeo La Mattina
La Stampa, 4 agosto 2019
Chi sa fare i conti spiega che non ci sarà alcun rischio che la fiducia al Senato sul decreto sicurezza bis non passi. Fonti della Lega che seguono la vicenda a Palazzo Madama sostengono che non sarà necessaria la maggioranza assoluta di 161 voti: basta invece un voto in più di chi voterà contro, cioè una maggioranza semplice. Certo, può succedere di tutto, che i grillini che votino contro siano più del previsto, che i senatori di Fratelli d'Italia e Forza Italia siano tutti presenti alla votazione alzando il quorum, cosa improbabile.
Ma Luigi Di Maio ha dato ampie garanzie a Matteo Salvini che non ci saranno problemi e il ministro dell'Interno non ha motivo di essere troppo preoccupato. "Anche perché - avvertono i leghisti - se dovesse succedere che il provvedimento non passa, la maggior parte dei 5 Stelle, con nuove elezioni, non torneranno più in Parlamento e non verrebbero eletti nemmeno nei loro consigli comunali". Sicuramente mancheranno all'appello una decina di grillini.
Tra questi Elena Fattori, Matteo Montero, Virginia La Mura, Lello Ciampolillo. Forse anche il voto di Alberto Airola, arrabbiato per il sì alla Tav da parte del premier Conte, verrà meno. Alcuni non si presenteranno in aula e non si faranno vedere nemmeno a Palazzo Madama. Non mancheranno però le sceneggiate agostane. Se i sì saranno molto meno della maggioranza, che oggi sulla carta sono 167, inclusi due senatori del gruppo misto, allora l'opposizione potrà gridare che il governo guidato da Giuseppe Conte non ha più i numeri per andare avanti.
Lo stesso Matteo Salvini avrà modo di fare un po' la faccia cattiva, evidenziare che Luigi Di Maio non è in grado di tenere saldo il suo gruppo parlamentare mentre il suo è granito. Ma soprattutto potrebbe essere l'occasione per il leader della Lega di ricordare ai naviganti 5 Stelle che a settembre si farà sul serio: si comincerà mettere mano alla flat tax. "Dovranno mettersi il cuore in pace - precisano nel Carroccio - perché i soldi dovranno essere trovati. E non sarà la presenza di un commissario europeo indicato dalla Lega a impedirlo".
Martedì Salvini ha convocato di nuovo le parti sociali (assente la Cgil) e sarà l'occasione per ritornare sulla manovra economica e sostenere che al momento opportuno sul tavolo del governo verranno calate le carte della tassa piatta, anche sulle coperture. Di Maio dice che per il momento è una sorta di oggetto misterioso, innanzitutto per quanto riguarda la parte sulle coperture. Ma l'alleato ostenta sicurezza: ci vorranno circa 12 miliardi e verrà spiegato al ministro dell'Economia Giovanni Tria come e dove.
C'è nel Carroccio una sicurezza ostentata, a dispetto dei numeri e in contrasto con le altre richieste avanzate dai 5 Stelle che chiedono il taglio del cuneo fiscale. Oltre alla necessità di trovare 23 miliardi per evitare l'aumento dell'Iva. Ma Salvini per il momento non se ne cura e si gode le ultime ore di vacanza a Milano marittima dove ieri è tornato in consolle al Papeete beach, a torso nudo, in costume da bagno e infradito.
La cosa paradossale sarebbe, tra l'altro, se alla fine sarà veramente il viceministro leghista Massimo Garavaglia ad andare a rappresentare l'Italia nella Commissione Ue, lo stesso leghista che insieme ad Armando Siri ha in mano il dossier flat tax. Forse a Bruxelles, sempre che ci vada, Garavaglia avrà modo di spiegarla direttamente al suo futuro collega che avrà il portafoglio dell'Economia.










