di Massimo Franco
Corriere della Sera, 22 ottobre 2026
A destra le misure sembrano anche una mossa per togliere spazio a Vannacci, mentre dall’opposizione arrivano critiche. L’approvazione del settimo decreto Sicurezza da parte del governo ha candidato Roberto Vannacci al ruolo di vittima politica simbolica. La stretta decisa dopo gli incidenti a Milano e in altre grandi città, e corretta nei suoi aspetti anticostituzionali grazie alla consultazione col Quirinale, lo ha spiazzato. Non perché la maggioranza abbia scelto misure indulgenti. La scelta di continuare su una linea repressiva, per quanto contestata dalle opposizioni, toglie oggettivamente spazio al capo della destra estrema. Colpisce il modo in cui esponenti dell’esecutivo sottolineano l’invio di 500 soldati nel capoluogo lombardo in vista delle prossime manifestazioni di piazza. Indicano all’opinione pubblica e al proprio elettorato la scelta non solo come una reazione immediata, ma come soluzione dopo i vandalismi di domenica.
A prevalere è la parola d’ordine del vicepremier della Lega, Matteo Salvini, secondo il quale “niente resterà impunito”: un avvertimento rivolto anche alle famiglie dei minorenni che hanno commesso atti di puro teppismo. Non è casuale la coincidenza tra il giro di vite di Palazzo Chigi e le dichiarazioni di FdI che chiudono alla prospettiva di un’alleanza con Vannacci: a cominciare dalle sue posizioni filorusse e anti Ue sull’Ucraina. Luca Ciriani, ministro per i rapporti col Parlamento, invita l’ex generale a dire che Vladimir Putin è un dittatore invasore. Ma la replica del leader di FnV è tanto perentoria quanto evasiva. L’impressione è che il governo si stia spostando su posizioni in tema di sicurezza destinate a togliere spazio a Vannacci, che nei sondaggi non cresce più.
Franco Gabrielli, ex capo della polizia e cofondatore del gruppo centrista Più Uno, arriva a dire che con la proposta, poi rientrata, di dare ai militari poteri di polizia giudiziaria, “il vannaccismo ha fatto il suo ingresso nel governo”. Sono critiche provenienti dall’opposizione, sebbene da un esperto di ordine pubblico come Gabrielli. A sinistra si chiede soprattutto che si analizzino le cause di una violenza così eclatante. La segretaria del Pd, Elly Schlein, evoca “gli 800 milioni di euro buttati” per i centri per immigrati irregolari in Albania. E chiede di usarli per l’”organico della polizia”.
Più sorprendente però, è la reazione del presidente degli avvocati, Francesco Petrelli. A suo avviso il “pacchetto sicurezza” è da bocciare: lo ritiene rischioso e inutile rispetto allo scopo che si prefigge. Quanto alla protesta di camionisti e agricoltori che pure da giorni sta bloccando il Sud, allarma sempre più ma sembra come relegata ai margini.









