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di Liana Milella

La Repubblica, 12 agosto 2024

Intervista al sottosegretario alla Giustizia: “Forza Italia vuole ampliare la liberazione anticipata? Noi vogliamo assicurare la certezza della pena e punire colletti bianchi”.

Sottosegretario Andrea Delmastro è in crisi?

“No, assolutamente, mi sento benissimo. Immagino si riferisca al caldo”.

Certo, il caldo “politico” per stare al governo con Forza Italia…

“Direi di no, perché abbiamo approvato l’importantissimo decreto carceri dove ci sono proposte storiche di FdI; approveremo il dl sicurezza con altrettante proposte nostre come i reati di rivolta nelle carceri, l’istigazione alla rivolta e le nuove regole su quelle che vengono chiamate borseggiatrici madri, a riprova della compattezza su un binomio inscindibile, sicurezza e giustizia”.

Sui poveretti siete sempre d’accordo per la linea dura. Ma FI torna alle richieste berlusconiane per i colletti bianchi...

“Quanto ai poveretti lo dica al figlio di Marco Biagi il cui brutale assassino è stato liberato per la liberazione anticipata che qualcuno vuole ancora più larga, mentre tre mesi all’anno sono più che sufficienti”.

La misura chiesta da Giachetti, da cui lei è stato anche denunciato, prevede il via libera dei magistrati di sorveglianza…

“Purtroppo statisticamente c’è stata una sorta di automatismo, tre mesi all’anno sono più che sufficienti”.

Proprio FI voleva la soluzione Giachetti...

“Con tutto il centrodestra stiamo ragionando su misure che umanizzino la pena, a partire da 255 milioni di euro già investiti per recuperare 7mila dei 10mila posti detentivi mancanti frutto dell’eredità della sinistra, e non sarà certo una denuncia a farmi cambiare idea…”.

Delmastro, contano i fatti. Tajani con i Radicali passa l’agosto nelle galere e i figli di Berlusconi spingono per misure garantiste...

“Sono contento che Tajani lo faccia. Io ci ho passato venti mesi visitando più di cento carceri su 191 e ho avvertito la fragilità della sicurezza e le difficoltà di uomini e donne in divisa, dei direttori e degli educatori che abbiamo assunto”.

Nega che Forza Italia ha ingoiato a fatica il burocratico decreto carceri che Nordio non ha avuto la faccia di sostenere alla Camera?

“Il potentissimo dl carceri è stato condiviso da tutti. E assicurare la certezza della pena non significa essere contro il garantismo in cui si riconosce anche FdI”.

Fi va avanti sul presunto garantismo. Direte di sì all’ultima trovata di Calderone, meno custodia cautelare e limiti alle intercettazioni?

“Oggi i detenuti in custodia cautelare sono 15mila su 60mila. Ciò ne dimostra un uso smodato. Il bilanciamento tra principi di non colpevolezza ed esigenze di sicurezza si può fare, ma non è nell’agenda del governo privare la magistratura di importanti strumenti per combattere il crimine”.

Delmastro, ma legge le proposte di Nordio? Meno custodia cautelare, meno o niente intercettazioni, separazione delle carriere…cioè i pilastri del berlusconismo?

“La sinistra deve cambiare i suoi occhiali. L’intervento del governo sulle intercettazioni si è limitato solo all’uso giornalistico delle stesse”.

Bella roba...

“Certo che sì, lei voleva continuare a fare titoloni con registrazioni di nessuna rilevanza penale a volte anche di persone non indagate. Abbiamo solo spezzato il cortocircuito mediatico tra procure e giornalismo”.

Questo si chiama bavaglio all’informazione e lo voleva Berlusconi. Quindi i meloniani si stanno berlusconizzando...

“Io invece so che lo vogliono gli italiani che hanno conferito un potere eccezionale alle procure cedendo parte della loro privacy per garantire le indagini e non i titoloni sui giornali”.

Di che privacy parla? Quella di Toti?

“Qui si rovescia il paradigma culturale. Una volta il centrodestra era accusato di fare leggi ad personam, oggi è la sinistra che interpreta ogni norma ad personam o ad nemicum”.

È sicuro che gli elettori vi hanno votato per fare riforme berlusconiane?

“Sono sicuro che non vogliono limitare le intercettazioni contro il crimine, ma sono disgustati da quelle di nessuna rilevanza che ledono l’onore delle persone e finiscono sui giornali”.

Beh, lei sta sempre più assomigliando a Costa che annuncia per settembre l’attacco ai trojan...

“Io non sono uno che fa annunci, quindi non somiglio, ma il governo non priverà la magistratura di uno strumento per accertare i crimini più gravi, semmai bisogna garantire la tracciabilità e la genuinità del risultato”.

Quindi via i reati dei colletti bianchi?

“No, per me quelli sono crimini gravi, anche perché rubano il futuro a generazioni non nate”.

Non si sente a disagio a fare il sottosegretario di un ministro berlusconiano nell’animo viste le riforme che propone?

“Sposo in pieno le sue riforme che enfatizzano il principio di non colpevolezza prima della fine del processo e irrobustiscono la certezza della pena dopo la sentenza, senza privare la magistratura di un solo strumento di indagine”.

Non la imbarazza Nordio che contesta la misura cautelare su Toti e sfotte gli ex colleghi perché le loro richieste sarebbero incomprensibili?

“E meno male che io volevo mettere il bavaglio alla stampa, mentre lei lo vuole mettere al libero pensiero di un ministro…”.

Che quando faceva il pm a Venezia per il Mose ha fatto centinaia di intercettazioni…

“E ha fatto bene. Come continueranno a fare i magistrati a patto che non finiscano sui giornali se non usate nel dibattimento. La destra di governo non priverà mai la magistratura di strumenti per accertare il crimine, semmai garantirà i diritti degli indagati e degli imputati”.

Eccola qui la scusa buona per sottoscrivere le riforme ammazza processi di Forza Italia...

“L’ultima riforma del genere di cui ho memoria è la rottamazione in Appello dei processi di cartabiana memoria, votata dal Pd e non certo da noi. Nonché le scarcerazioni di massa dei mafiosi di bonafediana memoria”.

Ma che dice? L’improcedibilità in Appello escludeva i reati gravi e quanto a Bonafede quella fu una circolare del Dap in tempi di Covid che il ministro non aveva sottoscritto...

“La norma di Cartabia riguardava anche i reati più gravi tant’è che Gratteri parlò di una ‘mannaia’. Quanto al Dap, organo che dipende da via Arenula, si limitò ad applicare un decreto dello stesso governo”.

Ricordo bene i suoi interventi alla Camera e quelli di Meloni, durissimi con gli sconti di pena e sulle dimissioni dei politici inquisiti. Ora diventate accondiscendenti?

“Assolutamente no, e sfido chiunque a trovare un solo provvedimento del governo che dica il contrario. Combatteremo sempre la corruzione come uno dei cancri peggiori della società”.

Promessa è debito. Dovrà dirlo al suo collega Sisto che, da avvocato, non manca occasione per annunciare bavagli ai pm...

“Il governo non metterà mai nessun bavaglio ai pm nella lotta contro il crimine. Ma questo non significa non esaltare i principi di non colpevolezza per indagati e imputati fino a sentenza definitiva”.

Siamo sull’orlo dei 70 suicidi e voi smontate la custodia cautelare per gli amministratori corrotti?

“Questa misura non è all’ordine del giorno. Ma rafforzare la non colpevolezza sugli incensurati è un principio di civiltà”.

L’elenco di suicidi letto al Senato il primo agosto da Ilaria Cucchi di Avs parla chiaro. Là dentro non ci sono dei Toti, quindi intervenire sugli incensurati non serve...

“In carcere ci sono tanti cittadini italiani, pubblici amministratori e non, in attesa di giudizio e presunti non colpevoli, sui quali è civile aprire una riflessione”.