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di Intergruppo parlamentare per la Sussidiarietà*

Corriere della Sera, 24 agosto 2026

Il vero senso della sussidiarietà: la messa a sistema del contributo di tutti, realtà sociali, istituzionali ed economiche, che coordinano le loro azioni in funzione del bene comune, creando un ecosistema in cui ogni soggetto trova il proprio ruolo. Quest’anno l’Intergruppo parlamentare per la Sussidiarietà sarà presente al Meeting di Rimini con due incontri: “Il futuro del welfare a vent’anni dal 5x1000” il primo, “La democrazia non va in vacanza. I primi ottant’anni della Repubblica” il secondo. C’è un filo rosso che unisce i due incontri e che da sempre caratterizza la vita della democrazia nel nostro Paese: una passione per la persona, che si documenta nell’attenzione per i più deboli, per i più fragili. È questa l’eredità che ci hanno consegnato le donne e gli uomini dell’Assemblea Costituente, il principio vitale della nostra Carta fondamentale che attraversa e accomuna tutti i partiti, pur nel legittimo e anche duro confronto politico.

A ottant’anni dalla nascita della Repubblica questo lascito culturale, questa “tradizione” è anche un compito. Quella di inserire i diritti etico-sociali in Costituzione fu una scelta contrastata, ma — come ha detto il presidente Mattarella — “L’esperienza di ottant’anni ha mostrato la rilevanza di quella scelta: si affermavano i diritti sociali”. La nostra storia, infatti, ci dice che una democrazia compiuta non è solo una questione “della politica” ma una vicenda che riguarda tutti: i singoli, i partiti, i corpi sociali. Per una costruzione sociale e civile che, insieme a quella istituzionale, dia una prospettiva al Paese, il senso della sussidiarietà è tutto qui.

La rifondazione della politica potrà realizzarsi solo con una grande ripresa di attività dei partiti politici in dialogo con corpi intermedi che sono quotidianamente esempio di creatività, energia, idee e iniziative, tentativi di risposta ai bisogni dei cittadini incontrabili e verificabili nella loro efficacia. Noi pensiamo che non ci sia democrazia sostanziale senza protagonismo sociale e senza la valorizzazione della pluralità culturale e politica che la nostra società esprime. Da questa convinzione condivisa vent’anni fa è nato il 5x1000, che ha dimostrato di essere molto più di una scommessa, ma si è rivelato invece il riconoscimento di un pilastro della nostra vita comune (ormai ben 18 milioni e mezzo di contribuenti fanno la scelta del 5x1000) tanto da rendere necessario l’innalzamento del tetto del fondo ad esso destinato e il suo adeguamento annuale in base alle scelte operate dai cittadini.

Se è vero — come abbiamo detto — che il cuore della democrazia è la passione per la persona, allora noi pensiamo che non ci sia democrazia compiuta senza istruzione, welfare e sanità universali, come documentano i Rapporti annuali della Fondazione per la Sussidiarietà (segreteria scientifica dell’Intergruppo insieme alla Fondazione PwC).

Discende da qui la nostra costante iniziativa per una effettiva libertà di educazione, dalla legge Berlinguer del 2000 a quella sulle non cognitive skills del 2025, al riconoscimento del ruolo educativo degli enti del terzo settore, alle iniziative di protezione degli adolescenti dall’invasività del mondo digitale, alla recente istituzione del buono scuola. La lotta allo spreco alimentare in cui molti di noi sono impegnati è un esempio del passaggio da un welfare state a una welfare society che riteniamo sempre più urgente e necessaria. Il riconoscimento e il sostegno delle attività sportive ed educative degli oratori che altri fra noi hanno portato avanti è un’altra testimonianza dell’interazione della politica con la società in vista di un bene comune. La legge, a cui stiamo lavorando, per l’istituzione delle misure di compensazione territoriali per le grandi opere (per capirci: non solo costruire scuole e rotatorie ma anche erogare contributi a realtà sociali, educative e sanitarie operanti sul territorio interessato dall’infrastruttura) è forse il passo culturalmente più significativo dell’abbandono di una visione assistenzialistica del terzo settore, a favore del suo coinvolgimento in una logica di vera cooperazione.

È questo il vero senso della sussidiarietà: la messa a sistema del contributo di tutti, realtà sociali, istituzionali ed economiche, che coordinano le loro azioni in funzione del bene comune, creando un ecosistema in cui ogni soggetto trova il proprio ruolo. Per le forze politiche, questo significa riannodare i legami con le comunità intermedie, evitando il progressivo distacco dalla realtà delle persone. Solo un’integrazione tra politica e corpi sociali potrà evitare la deriva della rappresentanza e restituire solidità al sistema democratico. Allora ha senso celebrare gli ottant’anni della Repubblica.

*Firmatari: On. Maurizio Lupi, presidente, On. Elena Bonetti, Sen. Guido Castelli, On. Alessandro Cattaneo, On. Ilaria Cavo, On. Alessandro Colucci, Sen. Stefania Craxi, On. Paola De Micheli, Sen. Graziano Delrio, On. Giovanni Donzelli, Sen. Annamaria Furlan, On. Maria Chiara Gadda, Sen. Massimo Garavaglia, Sen. Maurizio Gasparri, Sen. Mariastella Gelmini, Sen. Beatrice Lorenzin, On. Lorenzo Malagola, Sen. Simona Malpezzi, On. Luigi Marattin, On. Marco Osnato, On. Nazario Pagano, Sen. Raffaella Paita, Sen. Stefano Patuanelli, On. Fabio Rampelli, Sen. Massimiliano Romeo, On. Ettore Rosato, Sen. Giusy Versace