di Cristina Crisci
La Nazione, 22 febbraio 2025
Riconoscimenti a quattro reclusi per i racconti presentati al concorso “Destinazione Altrove”. Sono arrivati i racconti e le poesie di 80 detenuti da 42 diversi penitenziari d’Italia: il premio letterario Castello con la sezione speciale “Destinazione Altrove” ha vissuto ieri una giornata intensa con la cerimonia di premiazione. L’iniziativa ha visto trionfare Christof Petr della casa di reclusione di Parma con il racconto “L’errore, la scoperta, la cura”, un’opera intensa che riflette sul valore della responsabilità partendo dalla scoperta della penicillina. Al secondo posto si è classificata Katarzyna Monika Strzalka della Giudecca di Venezia con “Passi”, seguita al terzo posto a pari merito da un autore anonimo di Enna con “Il mio mondo altrove” e da Natascia Cordaro di Latina con “Uguaglianza”.
Oltre al valore artistico, l’evento promosso dall’associazione “Tracciati Virtuali” assume un profondo significato civile e sociale, trasformando le carceri in luoghi di espressione e legalità. Ieri in Comune la premiazione alla presenza delle autorità civili e militari, degli organizzatori guidati da Antonio Vella, degli studenti e della giuria. Momenti commoventi quando ci sono stati i collegamenti dal carcere coi vincitori di alcune sezioni. L’occasione è stata inoltre proficua per aprire una riflessione sulle carceri.
Proprio il direttore generale del Dap, Ernesto Napolillo, ha sottolineato come la scrittura rappresenti una speranza nella prospettiva della socializzazione dei detenuti, mentre la senatrice Giulia Bongiorno ha rivolto un pensiero agli autori: “Leggere queste opere permette di comprendere quanto il loro mondo interiore sia ricco di sogni e aspirazioni nonostante la detenzione appaia come una sospensione temporale”. L’assessore Fabio Barciaoli e il presidente della Provincia Massimiliano Presciutti hanno espresso orgoglio nel sostenere un evento che accende i riflettori sul diritto universale di manifestare il proprio pensiero.
Il procuratore Fausto Cardella ha ricordato le criticità del sistema carceri e ha sollevato dubbi sulle tempistiche dell’edilizia carceraria, ricordando che a fronte di 15 mila detenuti in esubero, la soluzione appare ancora lontana. La vicepresidente del Senato Anna Rossomando ha definito la cerimonia un’occasione stimolante per riconsiderare l’intera concezione della pena. Il senatore Walter Verini, presente all’iniziativa, ha sottolineato il valore della scrittura: “Esperienze come questa dimostrano che il carcere non deve essere solo punizione, ma un percorso di crescita e speranza” e ha poi lodato il coraggio degli autori nel mettersi a nudo attraverso i loro racconti, definendoli “un esempio di civiltà”.










