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di Teresa Olivieri

Italia Oggi, 28 settembre 2026

È stato pubblicato sul sito del Ministero l’Elenco delle strutture residenziali per l’accoglienza e il reinserimento sociale delle persone detenute adulte, tenuto dal Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità. L’elenco è stato formato sulla base delle istanze presentate dal 30 marzo al 30 maggio 2026. Con la piena operatività dell’articolo 8 del Decreto-Legge 4 luglio 2024, n. 92 (convertito con modificazioni dalla Legge 8 agosto 2024, n. 112) e il successivo Decreto Ministeriale n. 128/2025, il ministero della Giustizia prova a spezzare il circolo vizioso per cui la condizione di marginalità economico-sociale trasforma la povertà in una causa di permanenza forzata in cella. Spesso le persone ammesse dal Magistrato di Sorveglianza all’affidamento in prova o ad altre misure alternative e penali di comunità in questo anni non hanno potuto accedere a tali benefici per l’assenza di una casa o di una rete familiare di supporto. L’impianto normativo è disegnato per garantire un passaggio graduale e sostenibile dal carcere alla vita civile, facendo perno su alcuni articoli chiave del provvedimento.

La norma chiave è l’articolo 8 del dl 4 luglio 2024, n. 92 (decreto Carceri), convertito in Legge 8 agosto 2024, n. 112. L’articolo 8, già con il comma 1, istituisce presso il Ministero della Giustizia un elenco articolato in sezioni regionali, affidandone la tenuta e il monitoraggio al Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità (Dgmc). Il meccanismo normativo istituisce un sistema di accoglienza diffuso e accreditato, pensato prioritariamente per chi non dispone di risorse socio-economiche sufficienti o di una dimora adeguata, inclusi i soggetti con problematiche legate a dipendenze o a forme di disagio psichico che non richiedano interventi in strutture terapeutiche ad alta intensità.

Gli oneri relativi alle rette e ai percorsi individualizzati di reinserimento sono sostenuti direttamente dall’Amministrazione della Giustizia per un periodo massimo di 8 mesi a persona. Si tratta di una tempistica calcolata per consentire la costruzione di un ponte effettivo verso la società: in questo lasso di tempo, l’ospite viene accompagnato nella ricerca di un’occupazione e nell’acquisizione di una prima autonomia abitativa.

Gli attori chiave di questo sistema sono gli Enti del Terzo Settore (ETS), gli enti locali, i soggetti del Servizio Sanitario Nazionale e le ONLUS le cui finalità statutarie prevedano l’alloggio sociale e il reinserimento socio-lavorativo.

Gli enti gestori possono accreditarsi mediante finestre temporali definite: le istanze inviate entro il 30 giugno vengono valutate entro il 30 ottobre, mentre quelle presentate entro il 30 dicembre trovano esito entro il 30 aprile dell’anno successivo. L’Elenco ministeriale viene così costantemente aggiornato con cadenza almeno semestrale. Qui è consultabile l’elenco delle strutture: https://www.giustizia.it/giustizia/page/it/elenco_aperto_residenze_detenuti_adulti