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di Damiano Aliprandi

 

Il Dubbio, 19 marzo 2020

 

Il Garante nazionale delle persone private della libertà pubblica relazioni quotidiane. Continua il garante nazionale delle persone private della libertà a pubblicare quotidianamente dei resoconti nei giorni dell'emergenza coronavirus. Spiega che è dell'altro ieri sera la pubblicazione del testo del Decreto legge predisposto dal Consiglio dei ministri che contiene, tra l'altro, due articoli specifici riguardanti le persone in esecuzione penale.

Il primo (n 123) interviene, come già il Garante ha anticipato, sulla legge 199 del 2010, prevedendo una deroga temporanea fino al 30 giugno 2020, deroga che semplifica la procedura di accesso alla detenzione domiciliare e toglie i vincoli relativi all'accertamento del mancato pericolo di fuga e della propensione alla reiterazione del reato.

Sono esclusi, oltre a coloro che già lo erano in base alla legge 199, anche chi abbia riportato sanzioni disciplinari relative a sommosse, evasione o reati commessi in carcere. Il testo mantiene i termini di applicazione per chi abbia una pena o un residuo pena fino a 18 mesi. Tuttavia, per chi abbia una pena o un residuo inferiore a 18 mesi ma superiore ai 6, è prevista l'applicazione del braccialetto elettronico secondo un programma di disponibilità che sarà definito entro dieci giorni dall'entrata in vigore del Decreto legge dall'Amministrazione penitenziaria di concerto con il Capo della Polizia. Il secondo articolo (n. 124) riguarda invece le persone detenute che sono in regime di semilibertà e prevede che siano loro concesse delle licenze fino al 30 giugno 2020. Ciò permetterà di liberare, fino a quella data, i reparti per persone in regime di semilibertà, creando spazi per le esigenze interne degli Istituti.

"Si tratta - scrive il Garante - di un primo passo importante che consentirà di alleggerire le presenze all'interno degli Istituti di pena, garantendo la sicurezza di tutti, e andando incontro alle esigenze di prevenzione della diffusione del Covid-19 all'interno delle carceri". Ovviamente, il Garante nazionale confida che "l'applicazione di queste misure sarà coerente con lo spirito che ha caratterizzato la loro previsione: quello di favorire, in termini certamente di sicurezza, un'ampia possibilità di accesso di coloro che si trovano nei parametri indicati dalla legge".

Il Garante nazionale, spiega che Il Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria ha comunicato la presenza di casi di positività tra alcuni detenuti. "Si tratta di numeri molto contenuti (dieci) - sottolinea - e di persone che in taluni casi non erano ancora entrate in contatto con il resto della popolazione detenuta, grazie al triage che viene fatto a tutti i nuovi giunti".

Negli Istituti viene applicato l'isolamento precauzionale in appositi reparti che sono in via di realizzazione in tutte le carceri. In accordo con il Ministero della giustizia, il Garante nazionale sarà informato costantemente dell'andamento della situazione. Prosegue intanto, in stretta collaborazione con i Garanti territoriali, l'attività di monitoraggio delle condizioni degli Istituti penitenziari. Sono in corso delle visite negli Istituti, soprattutto in quelli maggiormente danneggiati dalle proteste.

Il Garante nazionale anche è impegnato a controllare, in rapporto con le Procure e in taluni casi con visite, "la consistenza di alcune notizie ricevute circa possibili casi di ritorsione nei confronti di persone che hanno partecipato alle proteste". Ma non solo. Al Garante continuano anche ad arrivare da parte dei familiari richieste di informazione sui propri congiunti trasferiti a seguito delle proteste. Il garante a questo proposito aveva sollecitato l'Amministrazione penitenziaria al fine di assicurare a tutte le persone trasferite negli altri Istituti di informare i loro riferimenti affettivi circa la nuova assegnazione detentiva.

L'autorità del Garante monitora anche la situazione delle Residenze per persone con disabilità o anziane. Sottolinea la preoccupazione per la mancanza di indicazioni operative da parte di Regioni e Comuni relativi alla attivazione di servizi domiciliari individuali sostitutivi dei Centri semiresidenziali per persone anziane o con disabilità, prevista dal Decreto Legge agli articoli 47 e 48.

Il Garante, nel comunicato precedente, ha spiegato che gli ospiti delle RSA sono esposti, come altri luoghi in cui è concentrato un certo numero di persone, a un elevato rischio di contagio. "È chiaro - ha sottolineato il Garante - che il primo provvedimento possibile è la limitazione degli accessi alle strutture e un'elevata attenzione alle prassi igienico-sanitarie per prevenire la diffusione del virus al loro interno, diffusione peraltro particolarmente letale per la tipologia di ospiti". Anche in queste strutture, infatti, vanno tutelati non solo il diritto alla salute, ma anche il diritto al mantenimento delle relazioni familiari, spesso unica motivazione che sostiene la vita degli ospiti, favorendo forme di comunicazione alternative alla visita, anche a distanza, "perché sarebbe inaccettabile una svalutazione del bisogno di relazioni sociali", ha osservato il Garante.

Uno sguardo va anche alle strutture semiresidenziali, sulle quali il Garante nazionale ha competenza nel monitoraggio, e agli interventi conseguenti la loro chiusura. Il Garante nazionale ritiene che sarebbe opportuno dare seguito alla disposizione dell'articolo 9 del decreto-legge 9 marzo 2020, n. 14 "Disposizioni urgenti per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale in relazione all'emergenza Covid-19. (20G00030)".

Tale decreto al comma 2 dell'articolo 9 prevede la facoltà delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano di istituire entro dieci giorni dall'entrata in vigore del decreto stesso, unità speciali atte a garantire l'erogazione di prestazioni sanitarie e sociosanitarie a domicilio in favore di persone con disabilità che presentino condizione di fragilità o di comorbilità tali da renderle soggette a rischio nella frequentazione dei Centri diurni per persone con disabilità.

Attualmente, non tutte le Regioni o Comuni, infatti, hanno dato indicazioni operative, con atti normativi locali, in merito alla sostituzione dei servizi diurni con servizi di assistenza domiciliare, per i quali, tra l'altro, il decreto non prevede risorse economiche straordinarie Il Garante auspica il miglioramento del testo del decreto- legge in sede parlamentare per consentire l'attivazione di queste unità speciali con una rappresentanza delle Autorità competenti, comprese l'Autorità Garante e le Associazioni di persone e famiglie con disabilità.

I centri per migranti - Per quanto riguarda invece i Centri di permanenza e rimpatrio per migranti, il Garante ha già riferito nel racconto precedente che l'attenzione è stato focalizzato sul Centro romano di Ponte Galeria dove sono presenti 95 uomini e 40 donne (è atteso l'arrivo di 3 persone tutte provenienti dagli Istituti penitenziari, come del resto tutti i nuovi ingressi attuali nei Cpr).

Resta aperto il problema della coerenza di un trattenimento finalizzato al rimpatrio nel momento in cui sono bloccate tutte le possibilità di arrivare nei Paesi di destinazione: problema che è ancor più rilevante per coloro che sono prossimi alla scadenza del numero massimo di giorni previsti per tale forma di trattenimento.

Per quanto riguarda la questione sanitaria, nel Centro di Ponte Galeria, oltre alla informazione multilingua sulle regole da seguire e a un aumento delle attività di pulizia, è stato introdotto il rilevamento quotidiano della temperatura corporea a tutte le persone trattenute. Non c'è stata comunque necessità di effettuare alcun tampone. Il clima interno è stato riferito al Garante come tranquillo, superati alcuni giorni di fibrillazione, coincidenti con le proteste in carcere. Le audizioni per i richiedenti asilo delle Commissioni territoriali sono sospese.