rovigooggi.it, 18 dicembre 2020
La Fp-Cgil chiede un incontro con Zaia per parlare del carcere di Rovigo, invoca anche l'intervento del Prefetto. Secondo il Sindacato il piano operativo per la prevenzione e il contenimento emergenza sanitaria Covid-19 negli Istituti Penitenziari. Emergenza Covid-19 che non risparmia i Penitenziari, quello di Rovigo è stato individuato come Istituto "contenitore" di detenuti positivi al Covid 19 provenienti da tutto il Distretto del Triveneto.
Gianpietro Pegoraro, Coordinatore Regionale Veneto Fp-Cgil Penitenziari, il segretario generale Fp-Cgil, Davide Benazzo e Franca Vanto, segretaria regionale della Fp-Cgil Veneto, sottolineano che sono 34 i posti per detenuti positivi covid-19 classificati di alta e media sicurezza, nella Casa Circondariale di Rovigo. "I posti sono collocati all'interno di un reparto detentivo dove di fronte allo stesso sono ubicati detenuti non soggetti a positività al Covid, e l'unico divisore è costituito da una rotonda con due cancelli a lati che separano i due reparti. Vi è un'unica via di accesso per poliziotti e non, poiché gli stessi usano per salire e scendere la stessa rampa di scale, identica cosa accade anche per i detenuti, che hanno anch'essi un'unica rampa di scale per salire e scendere".
Una situazione potenzialmente pericolosa sotto il profilo sanitario "Accanto al piano operativo si apprende, in questi giorni di una nota della Regione Veneto del 10 dicembre 2020 n. Prot. 525612, con la quale vengono individuati, presso il reparto interno "Sai" ulteriori 10 posti per contenere detenuti positivi al Covid-19. Ora non è ben chiaro se quest'ultimi 10 posti ricavati vanno sommati ai 34 posti inizialmente ricavati. Come non è chiara il modo con cui si effettua il servizio di sorveglianza ai detenuti collocati al Sai e di come si deve procedere qualora le condizioni dei detenuti positivi al Covid-19 peggiorassero".
I Sindacati lamentano il fatto di non essere stati coinvolti dall'Amministrazione Penitenziaria "pur sapendo che in entrambi i casi vi è una forte carenza di personale, di polizia e infermieristico. Ci preme far notare che non vi è un protocollo di prevenzione a favore di tutto il personale, poliziotti e infermieristico, condiviso da entrambe le Amministrazioni. Non vi sono direttive per il personale di polizia di come si deve comportare all'interno di un reparto di detenuti positivi e di come usare determinati Dpi e nel loro smaltimento.
Pieno d'incertezze è il modo con cui dovrà funzionare il reparto Covid, oltre alla sua collocazione che già abbiamo sopra riportato vi è anche il problema dell'avvicendamento del personale di polizia penitenziaria, che come prevede il vigente AQN. Esiste anche il problema dei tamponi da far svolgere a tutto il personale del carcere del carcere Rovigo, in particolar modo ai poliziotti ed ai detenuti, che vengono svolti, rispetto al personale infermieristico, con ritardo di circa due mesi tra un tampone e l'altro.
La mancanza di personale infermieristico, che non è garantito nell'arco delle 24 ore giornaliere, come mancano apposite apparecchiature di ventilazione qualora il paziente abbia difficoltà respiratorie. Va anche in questo caso evidenziato che la struttura ospedaliera di Rovigo, rispetto altre strutture risulta essere insufficiente e non attrezzata a contenere al proprio interno, reparto Covid, detenuti classificati AS. Questo pone il problema del piantonamento da parte del personale di polizia penitenziaria, qualora uno di essi viene ricoverato. Per quanto sopra esposto si chiede che sia aperto un confronto".
La Fp-Cgil chiede un intervento anche del Prefetto di Rovigo, Maddalena De Luca, del dg dell'Ulss 5 Polesane, Antonio Compostella e del sindaco di Rovigo, Edoardo Gaffeo, "si chiede un intervento affinché il piano oggetto e la nota della Regione non siano calate all'interno del carcere di Rovigo, ma si deve essere fatta una valutazione molto più approfondita sia da parte del Prap, che dalla Sanità, al fine di individuare altre soluzioni all'interno del Distretto del Triveneto, che non ricadano in un unico Istituto l'ingrato incarico di ospitare nel proprio interno detenuti positivi di altri Istituti, oltre ad un confronto sulla situazione organizzativa per far fronte ad eventuali positività che si possono riscontrare e/o nuovi entrati in carcere".











