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di Maria Sole Betti

Italia Oggi, 14 novembre 2022

Partendo da donne e Sud, grazie a Cassa delle ammende. È questo il cuore del programma nazionale 2022-2024 dedicato all’innovazione sociale.

La giustizia riparativa si aggiorna con nuove linee di finanziamento per le attività di reinserimento e inclusione occupazionale. E lo fa grazie al supporto centrale di Cassa delle ammende, partendo da donne e Sud. È il cuore del programma nazionale 2022-2024 dedicato all’innovazione sociale dei servizi di reinserimento delle persone in esecuzione penale.

Una strada intrapresa da governo, regioni e autonomie locali nel 2018 ma consolidata nel corso di quest’anno da un nuovo accordo e da un protocollo d’intesa stipulato lo scorso 28 giugno tra Ministero della giustizia e Cassa delle ammende, l’ente pubblico istituito presso il Mig e individuato come organo di raccordo e coordinamento interistituzionale.

L’obbiettivo è quello di attivare diversi percorsi di inclusione lavorativa, istruzione e di formazione-lavoro per le persone sottoposte a provvedimenti limitativi o privativi della libertà personale. Un vero e proprio sistema integrato di interventi e servizi, percorribile grazie ai fondi provenienti da cauzioni e sanzioni pecuniarie o disciplinari. Due i livelli di intervento. Da un lato la programmazione condivisa con regioni e province autonome attraverso la definizione di un piano d’azione regionale triennale, con finanziamenti sia locali che centrali.

Dall’altro la realizzazione di tutti quegli interventi proposti direttamente dagli istituti penitenziari e dagli uffici di esecuzione penale esterna. La pianificazione dei programmi potrà infatti percorrere le richieste di Iipp e Uuepe, in modo da valorizzare le specificità e le potenzialità delle singole realtà territoriali. Lo sa bene la casa circondariale femminile di Pozzuoli e il suo programma di reinserimento, in partenza dal prossimo gennaio.

L’intervento, presentato lo scorso 18 agosto dal carcere femminile in provincia di Napoli, è infatti il primo progetto di formazione professionalizzante e inclusione occupazionale ad essere stato approvato e co-finanziato da Cassa delle ammende. La linea di sovvenzione permetterà ad un range di 5/10 detenute di frequentare corsi di formazione nel settore alberghiero, crescendo professionalmente grazie alla qualifica regionale di addetta al servizio piani.

Sul tavolo anche due borse di lavoro per l’inserimento all’interno di strutture alberghiere presenti nel territorio, erogate a termine delle lezioni. Eppure, quello campano è ad oggi il primo e unico progetto approvato all’interno del programma nazionale.

Anche per questo, per facilitare al massimo le domande di finanziamento da parte degli istituti penitenziari, il ministero ha reso disponibili alcune linee guida sulle operazioni di richiesta di accesso ai fondi, in modo da ampliare il numero di progetti formativi e professionalizzanti per la popolazione detenuta. Il vademecum redatto da Cassa delle ammende e consultabile sul portale giustizia.it chiarisce infatti non solo le modalità per la presentazione delle domande, ma anche le tipologie di interventi ammessi.

Si va dall’implementazione di opportunità di lavoro professionalizzanti, alla realizzazione di laboratori innovativi per la formazione professionale e per lo svolgimento di attività lavorative, passando per lo sviluppo di attività culturali e teatrali, delle arti e dei mestieri e sportive, e per la realizzazione di biblioteche innovative collegate in rete con altre del territorio, delle scuole e con i poli didattici universitari. Questi gli interventi finanziabili, legati a doppio filo con la missione del programma nazionale biennale di Dap e Cassa delle ammende, per favorire lo sviluppo di cultura, formazione e lavoro anche in carcere.