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di Virginia Serpe

giornalelavoce.it, 23 ottobre 2026

Sabato 24 ottobre la mobilitazione nazionale promossa da Plastic Free e Seconda Chance. Coinvolte dieci regioni, con detenuti, persone in esecuzione penale esterna e cittadini impegnati nella tutela dell’ambiente. Un progetto che punta a trasformare il volontariato in un’occasione di reinserimento sociale. Per un giorno saranno fianco a fianco, impegnati a raccogliere rifiuti e restituire decoro a strade, piazze e spazi pubblici. Da una parte i volontari, dall’altra persone detenute e cittadini che stanno scontando una pena fuori dal carcere. Sabato 24 ottobre, in 24 città italiane distribuite in dieci regioni, prenderà vita una mobilitazione nazionale che unisce la tutela dell’ambiente a un obiettivo sociale più ambizioso: offrire a chi ha commesso un reato la possibilità di partecipare ad attività utili alla collettività, costruendo nuove relazioni e recuperando un ruolo attivo nella società.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Plastic Free Onlus, organizzazione impegnata nel contrasto all’inquinamento da plastica, e Seconda Chance APS, associazione che lavora per favorire il reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute ed ex detenute. Si tratta del primo grande appuntamento nazionale organizzato dopo la sottoscrizione di un protocollo d’intesa con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) del Ministero della Giustizia. L’accordo prevede almeno due mobilitazioni all’anno, con l’obiettivo di dare continuità a esperienze che non si limitino a un singolo intervento di pulizia, ma possano diventare parte di percorsi più ampi di responsabilizzazione.

Le città coinvolte attraversano buona parte della Penisola. In Campania le attività interesseranno Bacoli, Castel Volturno, Mondragone, Napoli e Salerno; in Calabria Corigliano-Rossano, Crotone e Palmi; nel Lazio Pofi, Sermoneta e Viterbo. In Emilia-Romagna sono previsti interventi a Castelfranco Emilia, Reggio Emilia, Parma e Ferrara, mentre la Lombardia parteciperà con Monza e Varese. Completano il programma Livorno e Prato in Toscana, Padova e Venezia in Veneto, Trieste in Friuli-Venezia Giulia, Bari in Puglia e Catania in Sicilia. Il Piemonte, almeno nel calendario inizialmente annunciato, non figura tra le regioni coinvolte.

Ogni territorio organizzerà le attività in base alle proprie caratteristiche. A Sermoneta, nel Lazio, parteciperanno 21 detenuti della Casa circondariale di Frosinone, impegnati nella pulizia delle strade attorno al borgo medievale. Al termine della raccolta sono previsti un pranzo e una visita guidata organizzati con il Comune. A Palmi, in Calabria, saranno coinvolti cinque detenuti provenienti da diversi istituti penitenziari e dieci persone affidate all’Ufficio di esecuzione penale esterna di Reggio Calabria. A Bari e Catania è prevista anche la partecipazione di giovani provenienti dagli istituti penali per minorenni.

Particolare attenzione è riservata anche a Venezia, dove è stato sottoscritto un ulteriore accordo con l’Ufficio di esecuzione penale esterna per favorire il coinvolgimento delle persone in affidamento in prova. La pulizia si svolgerà a Mestre, nell’area commerciale di via Maderna, dalle 9.30 alle 12.30. A Trieste gli interventi riguarderanno sia la terraferma sia il mare, mentre a Reggio Emilia, Parma e Prato le attività ambientali saranno accompagnate da momenti culturali e di socializzazione. A Ferrara, invece, la raccolta partirà alle 14.30 da Porta Paola e interesserà le aree delle mura cittadine, grazie anche alla collaborazione con istituzioni e realtà locali.

Ma il significato del progetto va oltre la quantità di plastica e rifiuti che verranno recuperati. Il tema è quello del reinserimento delle persone che hanno attraversato un percorso giudiziario, una delle questioni più complesse del sistema penitenziario italiano. La possibilità di svolgere attività all’esterno, quando consentita dalla posizione giuridica e dalle autorizzazioni previste, permette di confrontarsi con responsabilità concrete e con persone che operano quotidianamente nella società. Non si tratta di cancellare le conseguenze dei reati commessi, ma di favorire condizioni che possano aiutare a ricostruire un percorso personale e sociale.

“Il reinserimento passa anche dalla possibilità di tornare a sentirsi parte attiva della comunità, di contribuire concretamente a qualcosa che ha valore per tutti”, sottolinea Margherita Maiani, segretario generale di Plastic Free Onlus. Secondo l’associazione, prendersi cura dell’ambiente può aiutare a recuperare fiducia nelle proprie capacità e a sviluppare relazioni al di fuori del contesto detentivo. L’impegno richiesto è semplice, ma il suo valore educativo consiste proprio nella possibilità di vedere un risultato immediato del lavoro svolto: uno spazio pubblico restituito alla comunità.

Sulla stessa linea Flavia Filippi, presidente e fondatrice di Seconda Chance APS, che richiama l’importanza di rendere queste esperienze continuative. “Il protocollo con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ci permette di dare maggiore continuità a queste esperienze e di coinvolgere progressivamente altri istituti”, spiega. L’obiettivo è superare la logica degli interventi occasionali e costruire collaborazioni stabili tra associazioni, amministrazione penitenziaria e realtà territoriali.

La sfida riguarda anche il rapporto tra carcere e società. Il ritorno alla vita quotidiana dopo una detenzione può essere segnato da difficoltà nell’accesso al lavoro, nella ricostruzione dei rapporti familiari e nell’inserimento nelle comunità. Le attività di volontariato non possono risolvere da sole questi problemi, ma possono offrire occasioni di partecipazione, confronto e acquisizione di responsabilità. La loro efficacia dipenderà soprattutto dalla capacità di dare seguito alle esperienze, collegandole ad altri percorsi educativi, formativi e professionali.

La partecipazione alle giornate di pulizia è aperta anche ai cittadini, che potranno affiancare i volontari e le persone coinvolte nei percorsi di reinserimento. Le iscrizioni sono gratuite e le informazioni sugli appuntamenti sono disponibili nella sezione eventi del sito www.plasticfreeonlus.it. Sabato, dunque, la raccolta dei rifiuti diventerà anche un’occasione di incontro tra persone con storie differenti. Il risultato ambientale sarà visibile nelle strade ripulite, mentre quello sociale richiederà più tempo per essere valutato. Perché una seconda possibilità non si costruisce in una sola giornata, ma può cominciare anche da un gesto concreto compiuto insieme agli altri.