Il Sole 24 Ore, 13 marzo 2026
Incardinata al Senato una proposta di legge a prima firma Marco Meloni (Pd) per eliminare la “corsia preferenziale” che colloca in via prioritaria i detenuti al 41-bis nelle strutture carcerarie delle isole, in particolare la Sardegna. Fino a circa dieci anni fa, la Sardegna ospitava nelle strutture carcerarie dell’isola pochissimi detenuti in regime di carcere duro (il cosiddetto 41-bis), poi cresciuti gradualmente fino a un centinaio di unità. Ora il loro numero dovrebbe raggiungere un nuovo picco: nelle prossime settimane ne sono attesi oltre 160, in linea con la politica di “concentrazione” dei detenuti più pericolosi nelle carceri delle isole annunciata dal ministero della Giustizia, deciso ad attuare la “corsia preferenziale” per le isole introdotta nell’ordinamento penitenziario nel 2009 ma mai realmente applicata.
Questo, spiega il senatore dem Marco Meloni “significa averne circa 260 in Sardegna su una popolazione complessiva di detenuti in regime di 41 bis che di solito è tra i 750 e gli 800 unità”. Ma oggi come oggi, concentrare “un terzo dei detenuti pericolosi in una sola Regione è una totale ingiustizia che non ha nessun senso logico”. “Non si capisce per quale ragione sia meglio che questi detenuti siano nelle isole”, sottolinea a Parlamento 24 Meloni, primo firmatario di una proposta di legge per stoppare la linea perseguita da via Arenula che vorrebbe distribuire i detenuti in regime di carcere duro in sette strutture carcerarie “dedicate” al 41-bis, tre delle quali in Sardegna.
“Posto che il ministero può definire secondo le sue linee dove sia meglio che vengano ospitati questi detenuti che sono i peggiori criminali in Italia”, come conferma il fatto che tra loro ci sono “i capi delle organizzazioni criminali più efferate”, conclude Meloni “davvero non non si comprende per quale ragione dovrebbe interessare prioritariamente” le isole, e la Sardegna in particolare. L’Atto Senato 1615 è stato incardinato in commissione Giustizia.











