sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Maria Sorbi

Il Giornale, 5 novembre 2025

Nelle strutture pochi posti e tante richieste Piantedosi: “Il sistema è da rivedere”. La storia di Vincenzo Lanni è (anche) la storia di una coperta troppo corta e di un sistema, sanitario e giudiziario, che sembra non essere mai sufficiente a risolvere le cose. Lanni è entrato in carcere per un accoltellamento e, dopo anni di Rems e di reinserimento sociale, ha ri-commesso lo stesso crimine, mandando all’aria tutto il percorso di rieducazione fatto. Eppure dalla fine del 2024 non era più considerato “socialmente pericoloso”.

Ma gli educatori 4Exodus di Villadosia, la comunità in cui era ospite dal 2020, negli ultimi tempi avevano notato alcuni atteggiamenti che li avevano spinti a rivolgersi ai “servizi specialistici” che potessero supportare meglio Lanni. Un addio concordato quello dalla comunità, senza particolari strappi. Lo hanno accompagnato, o meglio, ci hanno provato: a metà tragitto Lanni ha chiesto all’educatore di scendere dall’auto (da uomo libero, ne aveva facoltà). E se ne è andato. Dopo poco era nell’hotel di Via Vitruvio di Milano e il resto è cronaca.

Il caso riaccende una polemica che da tempo circola sottopelle: quella sui percorsi di recupero e sulle Rems, le strutture sanitarie che (nell’era post Basaglia) accolgono gli autori di un reato affetti da disturbi mentali e socialmente pericolosi. Di Rems in Italia ce ne sono una trentina, con circa 680 posti a disposizione e oltre 700 persone in attesa di essere accolte. Persone che, per decisione del giudice, non possono tornare in libertà ma neppure restare in carcere, perché il loro reato è stato commesso in stato di incapacità di intendere e di volere.

In teoria, dovrebbero essere curate. In pratica, molte restano per mesi - in alcuni casi oltre un anno - negli ospedali civili o nei penitenziari, in attesa che si liberi un posto. Succede ovunque, da nord a sud. “Dovremo forse riconsiderare anche una terza via tra il passaggio dalla pratica dei manicomi a quello che è avvenuto dopo.