di Carlo Ciavoni
La Repubblica, 2 novembre 2025
L’Associazione Antigone lancia una nuova campagna e una petizione per riportare la detenzione dentro i confini della Costituzione. Il tasso di sovraffollamento nelle carceri italiane ha superato il 135% – si legge in una nota diffusa da Antigone – con oltre 63.000 persone detenute per meno di 47.000 posti realmente disponibili. In un solo anno la popolazione detenuta è cresciuta di 1.336 unità. È una situazione che la stessa magistratura di sorveglianza riconosce come inumana e degradante, condannando sistematicamente l’Italia per violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU).
5.837 denunce di trattamenti inumani. Solo nel 2024 gli Uffici di Sorveglianza hanno accolto 5.837 reclami per trattamenti inumani o degradanti: il 23,4% in più rispetto all’anno precedente. È un dato che supera persino i numeri della condanna europea del 2013, la sentenza Torreggiani, quando poco più di quattromila ricorsi portarono la Corte di Strasburgo a sanzionare l’Italia e a imporre riforme strutturali.
Ogni condanna per trattamenti inumani è un richiamo alla legalità costituzionale. “Oggi assistiamo a quelle stesse violazioni, e in misura ancora maggiore, ma nella generale indifferenza – dice Patrizio Gonnella, presidente di Antigone - guai se a condannarci è l’Europa, poco male se a farlo sono i nostri stessi giudici. Eppure, ogni condanna per trattamenti inumani è un richiamo alla nostra legalità costituzionale, che dovrebbe essere il primo fondamento del sistema penitenziario”. La nuova Campagna di Antigone. Da questa constatazione nasce la nuova campagna di Antigone, “Inumane e degradanti. Il carcere italiano è fuori dalla legalità costituzionale”, accompagnata da una petizione pubblica rivolta al Parlamento e al Governo, disponibile a questo link: https://www.antigone.it/iniziative/3611-il-carcere-italiano-e-fuori-dalla-legalita-costituzionale











