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di Mario Di Vito

Il Manifesto, 11 luglio 2024

“Come il mago Silvan, Nordio ha fatto sparire l’abuso d’ufficio con una mano mentre con l’altra lo ha fatto riapparire nel decreto sulle carceri. Striscioni, proteste, un dibattito che si è limitato alle dichiarazioni di voto. Il ddl Nordio è stato licenziato dalla Camera quasi nel tempo di un sospiro. Se ne parla ormai da un anno, in commissione si è discusso parecchio, ma quando poi la maggioranza è uscita allo scoperto e ha affrontato l’aula ha fatto di tutto per chiudere i giochi in fretta e furia. Riuscendoci.

Devis Dori, deputato di Avs, membro della commissione Giustizia, lei ha definito il ddl Nordio come “il decreto Silvan”…

Sì, perché il ministro Nordio, come il mago Silvan, con una mano ha fatto sparire dal codice penale l’abuso d’ufficio mentre con l’altra lo ha fatto riapparire, sotto le false vesti del peculato per distrazione, all’interno del decreto carceri. Il punto è che, tra un passaggio e l’altro, gli sono stati ricordati i nostri obblighi internazionali. C’è una convenzione europea che ci impone di avere un reato come l’abuso d’ufficio.

Però nel tempo anche da sinistra sono arrivati impulsi a modificarlo...

È vero, noi non siamo contrari a una riforma del reato di abuso d’ufficio. Abbiamo anche presentato una proposta di legge che rimandava alla commissione Morbidelli del 1996 e prevedeva lo spacchettamento dell’abuso d’ufficio in tre fattispecie.

Ma?

Ma non se n’è fatto nulla. A gennaio, nella sua relazione sull’amministrazione della giustizia, Nordio aveva detto di aver provato in tutti i modi a riformare l’abuso d’ufficio e di aver scoperto che però non era possibile farlo, dunque non restava che tagliarlo. Un’assurdità.

Nordio è solito fare annunci che poi vengono smontati da altri ministri. Come vede la sua posizione all’interno del governo?

Nel governo Meloni Nordio pesa molto poco. E lo dico con dispiacere, perché all’inizio si era presentato come un garantista, cosa di per sé apprezzabile. Poi però si è dimostrato un garantista a giorni alterni, che fa spot e che in realtà pensa solo alla salvezza dei colletti bianchi. Nell’ultimo anno sono stati introdotti oltre venti nuovi reati: come fa questo governo a dirsi garantista? Anche questa storia dell’abuso d’ufficio: la paura della firma da parte dei sindaci non sparirà, lo ha detto anche l’Anci.

Il rischio è che al posto dell’abuso d’ufficio, i magistrati dovranno aprire fascicoli per reati più gravi, tipo la corruzione…

Infatti l’abolizione dell’abuso d’ufficio non è affatto un favore ai sindaci. Dirò di più, non mi sembra proprio che il governo abbia pensato agli amministratori del futuro e non vorrei che in realtà avessero in mente qualche nome del presente… Mi spiego meglio: l’abolitio criminis prevede anche la decadenza delle pene, quindi molte condanne dovranno essere riformulate. Ecco, non vorrei che nella testa della maggioranza ci siano nomi e cognomi di persone che trarranno benefici dalla cancellazione di questo reato.

Siamo alla vigilia delle ferie estive e il parlamento è ingolfato di provvedimenti da approvare in fretta. Perché si è creata questa situazione?

Evidentemente la maggioranza ha preferito non affrontare certi nodi durante la campagna elettorale delle europee, e adesso siamo costretti a correre. Il problema, ovviamente, non è il troppo lavoro, ma il come siamo costretti a lavorare. Possiamo solo proporre ordini del giorno che spesso poi finiscono in nulla. Ma questo potrebbe non avere solo risvolti negativi.

Cosa vuole dire?

Che la stessa maggioranza potrebbe lasciar andare alcuni provvedimenti. Penso al decreto sicurezza: se, come pare, verrà smembrato, potrebbe finire nel nulla. Da tempo mi batto per la questione delle madri detenute, una misura inumana e incivile, sarei contento se alla fine la stessa maggioranza ci mettesse una pietra sopra.