di Massimiliano Di Giorgio
Venerdì di Repubblica, 31 luglio 2020
Le indicazioni per gestire la giustizia nell'emergenza sono un'enormità e un avvocato le ha persino pesate. Utili? Tra scadenze saltate e udienze rinviate al 2021, in realtà tutto è paralizzato.
Stampate su carta, le linee guida per il Covid-19 diffuse dai vari uffici giudiziari di Roma pesano la bellezza di 10 chili. La prova della bilancia l'ha fatta giorni fa Antonino Galletti, presidente del consiglio dell'Ordine degli avvocati della capitale. Ma nonostante la riapertura fisica dei tribunali, avvocati e utenti segnalano ritardi stratosferici e difficoltà a ottenere documenti, a rispettare scadenze. O anche solo a trovare qualcuno che risponda al telefono.
Si fa presto a dire smart working. Molti impiegati, dopo essere stati obbligati prima a prendere le ferie, da casa non hanno accesso ai registri per questioni di sicurezza. "Da noi il telelavoro non esisteva e c'era già un problema di organici", dice Felicia Russo, coordinatrice nazionale per il settore giudiziario del sindacato Cgil Fp, che sta trattando con il ministero della Giustizia un accordo nazionale per il lavoro a distanza.
A Roma, prima del Covid-19, gli uffici giudiziari lavoravano già con un organico ridotto di oltre il 30 per cento: 410 addetti in meno rispetto ai 1200 previsti. Con l'emergenza, la situazione è precipitata.
L'ufficio notifiche del tribunale, per esempio, per settimane ha aperto solo un'ora al giorno, dalle 8 alle 9. Ci sono cancellerie chiuse fino a settembre: impossibile depositare relazioni e istanze. E alcune prime udienze per la separazione legale di coppie sono state rinviate ad aprile 2021. Il tribunale romano da settembre terrà udienze anche il pomeriggio e forse il sabato mattina, ma un po' ovunque si cercano soluzioni in corsa e i sindacati discutono di protocolli per organizzare meglio l'accesso ai singoli uffici.
Al palazzo di Giustizia di Milano, dove prima della pandemia entravano giornalmente 7.000 persone, i penalisti hanno già protestato per l'elevato numero di processi, spesso fissati alla stessa ora, col rischio di assembramenti. Ad Ancona le aule resteranno aperte ad agosto. A Salerno le proteste degli avvocati hanno convinto il presidente a raddoppiare il numero di ingressi al giorno. I Tar, tribunali amministrativi regionali, hanno tenuto perché i procedimenti erano già informatizzati e il lavoro è continuato a distanza. Ma la giustizia penale e quella dei giudici di pace è ancora soprattutto cartacea.










