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di Francesco Bei


La Repubblica, 17 luglio 2021

 

La porta per la libertà è il vaccino, ma la chiave per spalancare quella porta è il Green Pass. Il governo, preso in contropiede da quello che sembra l'inizio di una quarta ondata, lo renderà obbligatorio a partire da agosto. È il lasciapassare per restare aperti, per non perdere tutte quelle piccole e grandi possibilità che ci siamo pian piano concessi - uscire la sera, andare al cinema, valicare i confini regionali e nazionali, entrare in un locale - e che ci sembrano restituire finalmente gusto alla vita dopo un anno di privazioni.

Ce le siamo meritate queste libertà e guai a chi ce le vuole togliere con la suprema impostura della dittatura sanitaria, ultimo rifugio di una destra che finora le ha sbagliate tutte. Una destra "unfit" quella italiana, che è stata paladina della lotta contro le mascherine (qualcuno ricorda i convegni no mask persino in Parlamento?), poi contro i lockdown che hanno fatto abbassare i contagi, contro la chiusura delle discoteche la scorsa estate, per le riaperture scriteriate quando la morte mieteva ancora ogni giorno decine di vittime e infine contro i vaccini e l'obbligo di Green Pass.

Una destra di leader non ancora vaccinati, i cui giornali sono sovente cassa di risonanza di ogni schiuma complottista, di ogni panzana trovata nella Rete contro la campagna di inoculazione di massa, una destra i cui editorialisti possono scrivere impuniti che "vaccinare i ragazzi è un crimine" mentre la comunità degli scienziati spiega ogni giorno che la variante Delta corre soprattutto tra i più giovani. Una destra, questo è il paradosso più grande, che per tutelare economicamente la sua constituency elettorale dovrebbe essere la prima sostenitrice del Green Pass obbligatorio, visto che se vogliamo tenere ancora tutto aperto (eccome se lo vogliamo) l'unico modo è far sì che i non vaccinati siano messi in condizione di non fare del male agli altri. Perché purtroppo bisogna dirlo in maniera chiara. Si sta avvicinando il momento in cui tutti quelli che volevano essere vaccinati hanno trovato una fiala disponibile.

I non vaccinati, a quel punto, lo saranno per loro scelta. Le liste di attesa sono infatti quasi esaurite e fa male leggere sul report di ieri dell'Istituto Superiore di Sanità che ci sono ancora 2 milioni e mezzo di cittadini over 60 renitenti alla puntura. I più giovani hanno la giustificazione dell'età e in fondo il Covid per loro è meno grave. Ma questi anziani no vax chi sono? Perché non hanno sentito la responsabilità, proteggendo loro stessi, di proteggere la comunità?

La situazione sta sfuggendo di mano e l'analisi statistica ci aiuta a vedere avanti di qualche settimana. L'Rt è in crescita e passa dallo 0,66 della settimana scorsa allo 0,91 di questa settimana. Silvio Brusaferro, presidente dell'Iss, ha spiegato che è inutile farsi troppe illusioni per il fatto che ancora le ospedalizzazioni restano basse. Sappiamo infatti che l'Rt "si muove per primo, poi arrivano i casi sintomatici e poi i ricoveri". È la logica. Quello che accade a Londra ci fa vedere in anticipo dove saremo da qui a un mese: in Inghilterra ieri hanno superato 50 mila casi per la prima volta da gennaio, con 49 morti. Ci stiamo andando dritti, ma a differenza dello scorso autunno possiamo contare su un formidabile alleato, anzi due: il vaccino e il Green Pass. Sono questi gli unici strumenti (insieme alle mascherine) per evitare l'incubo delle zone rosse e del ritorno ai confinamenti.

Siamo perciò arrivati al punto in cui la libertà di non vaccinarsi confligge con la libertà dei vaccinati di riprendere a vivere. Il compromesso tra questi due diritti in conflitto, se vogliamo evitare di arrivare all'obbligo di vaccinazione, è proprio il Green Pass. Sei libero di non vaccinarti e di giocare alla roulette con la tua vita, ma non puoi mettere in pericolo gli altri. Dunque, se vuoi salire su un treno o affollare un ristorante o sederti al cinema accanto a un vaccinato, devi esibire il Green Pass. Vaccino o tampone, la scelta è questa. Lasciando che l'Italia più responsabile riprenda a vivere.