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vocididentro.it, 3 maggio 2025

Voci di dentro aderisce alla battaglia di Rita Bernardini affinché venga ripristinata la legalità nelle carceri, quantomeno mediante il riconoscimento di un indulto per coloro che devono espiare una pena residua di 12 mesi. Sono giorni convulsi e carichi di significato per chi si occupa di carcere. Soprattutto per noi di Voci di dentro che dal 2008 ci immergiamo come palombari nella torbida realtà delle prigioni d’Italia, spesso trattenendo il respiro per non essere sopraffatti dall’odore e dai rumori della disperazione che ormai conosciamo bene. Lo facciamo come volontari, qualcuno da ex detenuto, altri per formazione, e non perché siamo “buoni” o, peggio, “buonisti”, bensì perché crediamo che solamente con il contributo della società civile si possa superare il bisogno di vendetta alimentato dal populismo penale che imperversa. Un populismo penale che ha trasformato le carceri in luoghi dove regnano illegalità e sofferenza ben evidenziate dall’alto numero di suicidi e dai continui episodi di autolesionismo: spie di una crisi anche umanitaria.

In occasione del 25 aprile abbiamo voluto scrivere al Presidente Mattarella sottolineando che il processo di riappacificazione deve interessare anche le persone che sono in carcere le quali hanno diritti che non vengono mai meno e che, una volta espiata la pena, devono a pieno titolo trovare possibilità di reinserimento sociale e lavorativo. E oggi non possiamo fare altro che “indossare” e fare nostre le parole di Papa Francesco che, più volte, ha chiesto ai governi un gesto di clemenza connesso alla virtù “giubilare” del perdono, come grazia, clemenza e amnistia.

Nel frattempo c’è Rita Bernardini, che incarnando lo spirito del Sathyagraha, ricorre nuovamente allo sciopero della fame per chiedere che il Parlamento faccia proprie le sollecitazioni del Pontefice e del Presidente della Repubblica e si adoperi affinché venga restituita dignità alle persone recluse. La leader radicale ricorre alla protesta pacifica e non violenta di cui Nessuno Tocchi Caino è espressione. Lo stesso dissenso che il Dl Sicurezza pretenderebbe di trasformare in reato all’interno delle carceri è il mezzo con cui Rita Bernardini ha scelto, per l’ennesima volta, di sbattere il suo corpo, la sua salute e la sua storia oltre le sbarre, a disposizione di quanti ritengono che il carcere non riguardi la società tutta.

Noi di Voci di dentro siamo accanto alla nostra amica, la sua battaglia è da sempre la nostra battaglia per il rispetto delle persone. Per questo la accompagniamo in questo suo atto di civiltà con cui sollecita la politica a prendersi cura degli ultimi affinché venga ripristinata la legalità nelle carceri, quantomeno mediante il riconoscimento di un indulto per coloro che devono espiare una pena residua di 12 mesi.

Ogni giorno i volontari di “Voci di dentro” digiuneranno a staffetta con Rita Bernardini: un piccolo gesto con la speranza che venga adottato un provvedimento di clemenza che riduca, almeno parzialmente, il sovraffollamento degli istituti, l’accatastamento di corpi in luoghi spesso fatiscenti e il carico di lavoro degli operatori penitenziari perennemente sotto organico.