di Elvira Serra
Corriere della Sera, 13 luglio 2026
Oltre diecimila persone hanno aderito spontaneamente alla raccolta di firme per assegnarle il vitalizio previsto dalla “Legge Bacchelli”. Ma gira voce che la commissione potrebbe non concederglielo. Sono 10.647 le persone che hanno aderito finora alla raccolta firme per assegnare il vitalizio Bacchelli a Lea Melandri. L’iniziativa spontanea per candidare la storica femminista tra i beneficiari della legge che nel 1985 ha istituito “un fondo per gli interventi a favore di cittadini illustri in stato di particolare necessità” era partita poco più di un mese fa. I requisiti previsti sono tre: lo stato di particolare necessità, appunto; l’assenza di condanne penali irrevocabili; il riconoscimento della chiara fama nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell’economia, del lavoro, dello sport. Melandri li ha tutti. E lo spiega il comitato promotore che ha lanciato la raccolta di firme online “Dire grazie a Lea”.
La lettera che accompagna la richiesta racconta di come abbia dedicato la vita al movimento femminista, alla giustizia sociale, alla liberazione di donne e di uomini. Cita i suoi libri, le riviste che ha fondato e l’”incensibile quantità di collaborazioni, seminari, conferenze alle quali ha preso parte nel corso di un’attività pluridecennale”. Lo sappiamo bene anche noi del Corriere della Sera e della 27esima Ora, sulla quale Lea ha scritto tante volte. Ed è stato un segno della sua generosità anche la ricchezza di ricordi privati che ha condiviso nel podcast “Fortissime” di Barbara Stefanelli e di Greta Privitera, realizzato a margine del “Tempo delle Donne” nel 2020: vale la pena ascoltarlo soprattutto quando ammette come l’ambiguità del rapporto dei genitori l’abbia sempre tenuta nella posizione di chi si interroga senza mai semplificare.
Lea Melandri oggi ha 85 anni, vive di una pensione di mille euro al mese che non tiene minimamente conto dei suoi 50 anni di volontariato nel femminismo, un impegno politico e civile che nessuno le ha mai pagato. Abita a Milano in una casa che le costa 650 euro di affitto ogni mese. Se riesce a cavarsela, gestendo problemi di salute e imprevisti, è grazie alla sua tenacia e all’impegno instancabile con cui continua a viaggiare da Nord a Sud per partecipare ad attività e laboratori che coinvolgono donne di ogni età. Gira voce che la commissione Bacchelli in carica, formata da Marino Sinibaldi, Cristiana Collu e Valeria Della Valle, potrebbe non concederle il vitalizio. Speriamo che non sia vero. Nessuno più di lei merita che le venga restituito almeno un poco di quello che ha donato all’Italia.










