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ansa.it, 13 giugno 2026

Il Coordinamento favorevole alle istanze del “caso Alemanno”. Per il Coordinamento nazionale dirigenza penitenziaria della Fsi-Usae “non è più rinviabile l’urgenza di chiarimento sulla veridicità dei dati elaborati dal sistema di monitoraggio informatico degli spazi detentivi. Il dibattito sollevato dal ‘Caso Alemanno’ all’ Istituto di Roma Rebibbia (sulla capienza detentiva nelle carceri), con la proposta della campagna ‘Metro in Cella’, si aggiunge alle osservazioni critiche spesso sollevate da Direttori penitenziari e Comandanti di Reparto”.

Per il Coordinamento “quanto lamentato dall’on. Alemanno mette a nudo una vulnerabilità strutturale” ma “impegnare le già esigue risorse umane delle Direzioni nella redazione di corposi atti di gravame (come nel Caso Alemanno), al fine di contestare scostamenti minimali e differenze matematiche insignificanti, configura il profilo di una amministrazione che non sembra voler perseguire la chiarezza istituzionale”. Senza contare “il costo amministrativo di tali impugnazioni” che si risolvono “regolarmente in una soccombenza per lo Stato”.

Il Cndp Fsi-Usae ritiene che lo spunto “alla base dell’operazione ‘Metro in Cella’, sollevato nell’ambito del ‘Caso Alemanno’, contenga un’istanza tecnica meritevole di essere raccolta” e “chiede che il Dipartimento attivi con urgenza i propri Uffici Tecnici, sia presso il Dap sia presso i Provveditorati regionali, per avviare una rigorosa campagna nazionale di verifica delle superfici effettive nelle stanze detentive”.