di Angela Stella
L’Unità, 6 febbraio 2026
“Diritti, clemenza e umanità nelle carceri italiane” è il titolo di una assemblea aperta che si terrà stamattina alla Università Roma Tre (Polo didattico di Scienze della formazione, Aula 9, via Principe Amedeo 182b) organizzata da La Società della Ragione per rilanciare una riflessione pubblica sulla condizione delle carceri italiane e sulle responsabilità che questa situazione drammatica chiama in causa a distanza di alcune settimane dalla chiusura del Giubileo dei detenuti e dopo un ennesimo anno segnato da sofferenza e morti in carcere. Dall’inizio del 2026 sono già 5 i suicidi dietro le sbarre, uno a settimana in media.
“Il sovraffollamento crescente” scrivono gli organizzatori “che oggi riguarda anche gli istituti penali per minorenni, le condizioni materiali di vita degradate, l’isolamento degli istituti dal territorio, la difficoltà di garantire diritti fondamentali e percorsi di cura, lavoro e reinserimento sono elementi ormai ampiamente documentati”. Le conseguenze ricadono sulle persone detenute, in particolare le più vulnerabili, e sul personale penitenziario (compreso quello sanitario e socio-assistenziale), costretto a operare quotidianamente in contesti che favoriscono burnout.
Il tema, come purtroppo sappiamo, non è sempre al centro del dibattito pubblico. E, “nonostante appelli, prese di posizione istituzionali e le parole pronunciate durante l’Anno giubilare, non sono seguiti interventi concreti. Al contrario, sembra prevalere una tendenza alla chiusura del sistema, mentre la richiesta di clemenza resta sostanzialmente espulsa dal confronto politico”. Da qui la necessità di un confronto aperto tra soggetti diversi: volontariato e terzo settore, operatori, garanti dei diritti, cittadinanza e istituzioni. Franco
Corleone, fondatore e presidente de La Società della Ragione spiega così l’iniziativa: “una assemblea aperta in cui abbiano parola soprattutto coloro che nel carcere sono presenti in diversi ruoli è una scommessa”. “È importante - spiega ancora l’ex sottosegretario alla giustizia - conoscere lo stato d’animo e le emozioni di chi è a contatto con i detenuti nella condizione del sovraffollamento e della caduta di speranza. È indispensabile rilanciare il carcere dei diritti a partire da quello della salute e della affettività.
Organizzare la contrattazione per l’applicazione del regolamento del 2000 può costituire un discrimine, ad esempio contestare la gestione del sopravvitto, l’assenza di piastre elettriche per cucinare e la realtà dei materassi che intossicano. Sono esempi per accompagnare la battaglia per la riforma per eliminare la detenzione sociale in carcere”, conclude l’ex deputato radicale.
Gli altri promotori dell’iniziativa sono: A buon diritto, Acli, Antigone, Arci, Cgil, Confcooperative Federsolidarietà, Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, Cnvg, Cnca, Forum Droghe, Gruppo Abele, L’altro diritto, La Società della Ragione, Legacoopsociali, Movi, Movimento No Prison, Nessuno tocchi Caino, Ristretti Orizzonti.











