di Valentina Rorato
Corriere della Sera, 20 febbraio 2025
Non c’è equilibrio tra vita online e offline. Giovani sempre più connessi, ma soprattutto giovani sempre più soli. Trovare un equilibrio tra vita online e offline è la vera sfida della Generazione Z (e di quelle future), che soffre di ansia e frustrazione proprio a causa di questa disconnessione, che colpisce quasi 1 ragazzo su 2 di età compresa tra i 18 e i 28 anni. Lo dimostrano i dati della ricerca BVA Doxa commissionata da Lenovo. “In questo momento storico la Generazione Z si trova a dover affrontare sfide nuove legate alla disconnessione tra vita online e offline, con conseguenti difficoltà relazionali e sensazioni di disagio, inadeguatezza e solitudine. È fondamentale che i giovani non nascondano o addirittura reprimano le proprie emozioni e che non abbiamo paura di chiedere aiuto per affrontarle, noi siamo al loro fianco, pronti ad offrire, in forma anonima e senza mai esprimere giudizi, tutto il supporto di cui hanno bisogno”, si raccomanda Cristina Rigon, presidente di Telefono Amico Italia.
Secondo la ricerca, più di un terzo (38%) dei ragazzi, invece, ritiene sia più facile esprimersi online piuttosto che offline, mentre il 75% vorrebbe poter avere conversazioni delicate e profonde con la famiglia e i propri cari nella vita reale. Quasi la metà degli intervistati parlerebbe volentieri con un professionista qualificato, per alimentare la fiducia necessaria per comunicare più apertamente con le persone che ama.
Per aiutare i ragazzi a sentirsi a proprio agio nel mondo reale, come in quello virtuale, e a costruire connessioni sane tra le due realtà, Lenovo lancia la campagna, Meet Your Digital Self, che fa parte del progetto Work For Humankind. L’obiettivo è insegnare a tutti, non solo alla Generazione Z, le potenzialità delle nuove tecnologie, compresa l’intelligenza artificiale, e supportare gli esperti della salute mentale nell’affrontare l’aumento dei disturbi nei ragazzi. Protagonisti di questa operazione sono due avatar interattivi in 3D, creati con l’AI, capaci di rappresentare digitalmente due giovani e di sostenere conversazioni reali con i loro cari. Le due protagoniste dell’esperimento sono Chinatsu, una modella giapponese plus-size che nasconde la sua vita online alla famiglia, e Oscar, amante della moda in cui il mondo online è l’ultima forma di libertà. Tramite i due avatar, queste ragazze e le loro famiglie sono state in grado di conoscersi meglio: la mamma e la nonna hanno compreso la complessità della vita online della figlia e della nipote, che a loro volta hanno capito quale fosse la strada giusta per riconnettersi alla vita reale.
“La tecnologia, se utilizzata in maniera responsabile, può giocare un ruolo cruciale nel supportare le persone, specialmente i giovani, che soffrono di solitudine o vivono momenti di disorientamento e disagio”, continua la presidente di Telefono Amico, che conferma un’altra novità: verrà potenziato il “servizio di sostegno empatico”, in costante crescita negli ultimi 4 anni e con oltre 12 mila richieste di aiuto provenienti da under 26 solo nel 2024. I ragazzi chiedono di essere ascoltati nel 30% dei casi via e-mail, mentre nel 40% tramite WhatsApp. Il canale di messaggistica istantanea è ovviamente rivolto a tutti, ma è stato creato appositamente per i giovani, proprio per rispondere meglio al loro modo di comunicare.











