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di Gennaro Grimolizzi


Il Dubbio, 22 marzo 2021

 

Il terzo romanzo del costituzionalista Michele Ainis è candidato allo Strega su proposta di Sabino Cassese. Che tipo di reazione si dovrebbe avere ritrovandosi di fronte a un'altra persona, dopo essersi specchiati? Nessun panico. Si deve imparare ad abitare nella nuova persona, diversa rispetto a quella di prima. È questa la prima misura da prendere per non farsi inghiottire dal vortice della disperazione. È quello che fa Oscar, protagonista del nuovo romanzo di Michele Ainis.

In "Disordini" (La nave di Teseo, collana Oceani, pp. 160, euro 17) il costituzionalista, lasciati manuali e codici, indaga sulla profondità e sulle mille sfaccettature dell'io. Oscar è professore associato di giurisprudenza - uno degli elementi di contatto tra chi si muove tra le pagine del romanzo e chi l'ha scritto - e nel momento in cui nello specchio vede un altro pensa a una allucinazione, cade nello sconforto. Amici, conoscenti e colleghi non lo riconosceranno più. Ma poi si carica di buona volontà.

Dovrà adattarsi alla nuova persona che è diventato. Sembra quasi una traccia per affrontare questo periodo di pandemia, dove ognuno di noi dovrebbe essere impegnato a trarre il massimo delle forze per evitare di sprofondare nella paura e perdere definitivamente la fiducia verso il futuro. Trovatosi di fronte a un'altra persona Oscar inizia il suo viaggio. Parte verso una meta che si presentava ogni anno, d'estate: il paese di mare Roseto degli Abruzzi.

Nella pensione Cacioli viene riconosciuto dalla proprietaria. Non tutto, quindi, è perduto. Le sembianze sono cambiate, ma altri elementi distintivi della sua persona sembrano essere stati conservati. Alcune atmosfere piene, ma al tempo stesso riempite dalla solitudine delle ambientazioni, sembrano ricordare l'attesa e l'inquietudine dei quadri di Edward Hopper. A Roseto iniziano gli incontri di Oscar. Come quello con la vecchia fidanzata e con altri personaggi fuori dalla norma. Da qui prende il via lo stravolgimento collettivo con al centro il protagonista del romanzo. Oscar si rende conto che la metamorfosi ha interessato tante persone da quelle a lui più vicine a quelle meno importanti.

È un morbo che avvolge tutti, intacca e disgrega la società civile, senza risparmiare la politica, sempre cara a noi italiani. La politica la si può contestare, detestare, far finta di ignorarla, ma ritorna sempre nei nostri ragionamenti. La si caccia dalla porta per farla poi ritornare dalla finestra; entra sempre nella vita di tutti noi e si ritaglia uno spazio significativo pure nella letteratura. Quello di Ainis è un viaggio tra fughe d'amore e nostalgie profonde, tra smarrimenti individuali e crisi generali. Tra regole assurde e libertà promesse, in un mondo a sua volta assurdo. Ma tanto, tanto simile alla nostra realtà.

"Oscar - dice al Dubbio il professor Ainis - non è il mio alter ego. Nessuno scrittore costruirebbe la propria faccia allo specchio per poi modificarla. Nel mio romanzo ho dato vita ad un'operazione di genere che ha richiesto molto impegno". Nel suo terzo romanzo Michele Ainis propone il tema dell'identità. "In Disordini - riflette l'autore - sdoppio l'identità e creo un rapporto tra letteratura e vita. Proprio come ho fatto in uno dei miei romanzi che mi stanno più a cuore, Risa, propongo un gioco di scambi e di doppie sembianze. Oscar quando nota i cambiamenti che l'hanno riguardato fa di tutto per restare fermo e distaccato. Cerca di essere razionale come risposta a una situazione imprevedibile. Scopre di avere inclinazioni e di provare sentimenti che non avrebbe mai immaginato".

Il rapporto di un giurista con la narrativa non è detto che sia sempre armonico. "Posso dire - afferma Ainis - che per quanto mi riguarda è piuttosto impegnativo. Quando devi scrivere un pezzo giuridico parti sempre da una base, da qualcosa, da un testo che esiste già. Per un artista invece tutto è ingegno e fantasia. Quest'ultimo elemento lo ritengo importante per un giurista come spinta energetica per argomentare al meglio e fino in fondo".

Da giurista a giurista il romanzo Disordini è stato candidato al Premio Strega su proposta di Sabino Cassese. "Sono grato alla generosità di Sabino Cassese", commenta Ainis. "Mi ha fatto molto piacere prosegue - il suo apprezzamento. Le sue sono parole importanti perché provengono da una persona che ha un angolo visuale molto ampio". Il giudice emerito della Corte costituzionale in effetti parla in maniera entusiastica di Disordini.

"Nel racconto, che nasconde molti risvolti e sorprese - scrive Cassese - si intrecciano una riflessione eraclitea sul mutamento prodotto dal tempo sull'uomo e un apologo sul disordine che sembra dominare il presente. Stendhal ha distinto il raccontare narrativamente dal raccontare filosoficamente. Ainis, alla terza prova con il genere, sa raccontare narrativamente una vicenda che nasconde una più profonda narrazione filosofica, riprendendo la linea di svolgimento che va da Ovidio a Kafka".