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di Elisabetta Soglio

Corriere della Sera, 29 marzo 2023

“Un cazzotto nello stomaco”, lo definito così il cardinale presidente della Cei Matteo Zuppi: la forbice tra ricchi e poveri è sempre più larga È il primo “Rapporto sulle disuguaglianze” in Italia e lo ha realizzato Fondazione Cariplo, il cui presidente Giovanni Fosti ha sottolineato: “Un punto di parenza per cambiare e agire in modo migliore”.

Disuguali e sempre più poveri, don Zuppi e il “cazzotto” della verità: primo passo per cambiare

“Un cazzotto nello stomaco”, lo ha definito il cardinale Matteo Zuppi. È il primo Rapporto sulle disuguaglianze in Italia, realizzato da Fondazione Cariplo a cura di Federico Fubini, e i dati che contiene sono effettivamente tremendi anche perché va sempre peggio: nel 2005 avevamo 1,9 milioni di poveri e oggi ne abbiamo più di cinque e mezzo, mentre la forbice tra loro e i ricchi anziché stringersi si allarga. “Una ferita per la singola persona ma anche per la comunità”, ha detto il presidente della Fondazione, Giovanni Fosti. E però tutto questo va usato non per piangersi addosso bensì come punto di partenza per cambiare marcia: non per forza mettendoci più soldi ma mettendoceli meglio e soprattutto “creando connessioni”, ha insistito Fosti, tra le tante forze già in campo, forse finora meno efficaci di quanto avrebbero potuto essere lavorando insieme.

Il rapporto è stato presentato a Milano con la partecipazione tra gli altri di Gian Paolo Barbetta per Fondazione Social Venture, Giordano Dell’Amore Evaluation Lab, di Enrica Chiappero dell’Università di Pavia, commentato a caldo dall’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina e dal presidente di Generali Italia Andrea Sironi. Questa prima edizione è focalizzata sul momento di origine delle disuguaglianze, quello della formazione, i cui meccanismi appaiono oggi sempre più inadeguati a permettere il funzionamento dell’ascensore sociale: i figli dei laureati si laureano o perlomeno ci provano, gli altri sempre meno. “La retorica del merito - ha scandito Zuppi - è oggi più che mai fuori luogo perché sono i punti di partenza che creano opportunità o meno. Il merito va dato a tutti”. E non farlo, ha proseguito il cardinale presidente della Cei, è una violazione della Costituzione: “È compito della Repubblica - ha ripetuto il cardinale citando l’articolo 3 - rimuovere gli ostacoli sociali che impediscono il pieno sviluppo della persona”. E ha aggiunto: “La cosa peggiore delle disuguaglianze è che ci abituiamo, il grido di chi sta indietro lo sentiamo meno, pensiamo di aver fatto abbastanza”. Al contrario, ha concluso Fosti, non si può più stare “in attesa” che i bisognosi vengano a prendere quel che magari si offre, li si deve andare a cercare e agire “prendendo l’iniziativa”: solo “investendo sulle persone si investe sul futuro del Paese”.