di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 18 aprile 2026
Il testo passa ora alla Camera per la conversione in legge che scade il 25 aprile, Critiche le opposizioni: approccio propagandistico. Con 96 voti favorevoli e 46 contrari, l’aula del Senato ha approvato il decreto sicurezza dopo la maratona di ieri durata 10 ore. Il testo passa ora alla Camera per la conversione in legge che scade il 25 aprile. Varato dal governo il 24 febbraio, è stato duramente contestato dal centrosinistra con oltre 1.000 emendamenti proposti in commissione Affari costituzionali e quasi altrettanti in Aula. Tra le modifiche approvate c’è il potenziamento del Daspo urbano, che potrà essere applicato anche a specifiche aree individuate e in caso di reiterazione, quando la condotta comporti un pericolo per la sicurezza durante il periodo di validità del provvedimento.
Riformulato l’articolo 1 sui coltelli: la versione attuale prevede il carcere da sei mesi a tre anni per chi porta fuori casa strumenti da taglio con lama superiore a 8 cm o coltelli pieghevoli di almeno 5 cm, senza giustificato motivo. Il Senato ha inoltre approvato un emendamento che estende le norme sulle lesioni personali anche al personale scolastico e a quello impegnato nel controllo del trasporto pubblico. Infine, tra le misure contro la violenza giovanile, il decreto introduce anche reati legati ai maltrattamenti sugli animali.
Tra gli emendamenti approvati anche un incentivo per i legali che dovrebbe tradursi in un spinta ai rimpatri volontari. In sostanza, si prevede un compenso per l’avvocato che offre consulenza legale e informazioni al migrante interessato. Il compenso è della stessa misura del contributo economico oggi previsto per il migrante, e pari a 615 euro. E sarà riconosciuto “ad esito della partenza dello straniero”.
In particolare il nuovo Articolo 30-bis (Disposizioni in materia di rimpatri volontari assistiti) inserisce, il comma 3 bis, nell’art. 14-ter del Testo Unico immigrazione. Il testo prevede: “Al rappresentante legale munito di mandato che ha fornito assistenza al cittadino straniero nella fase di presentazione della richiesta di partecipazione ad un programma di rimpatrio volontario assistito, è riconosciuto, ad esito della partenza dello straniero, un compenso pari alla misura del contributo economico per le prime esigenze previsto ai sensi del Decreto del Ministro dell’Interno di cui al comma 2.” Al comma 2 si precisa che agli oneri, pari ad euro 246.000 per il 2026 e 492.000 euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028, si provvede mediante le risorse del Fondo rimpatri.
Nella relazione illustrativa dell’emendamento sono riportati i dati del ministero dell’Interno per cui nel triennio 2023-2025 sono stati circa 2500 i cittadini stranieri che hanno chiesto e aderito ai rimpatri volontari assistiti, in media 800 l’anno. L’emendamento che elimina la “lieve entità” per piccoli e ripetuti casi di spaccio provoca invece l’allarme dell’Associazione Antigone: “rischia di aggravare ulteriormente il sovraffollamento carcerario”. Il presidente, Patrizio Gonnella, denuncia che dei 64.000 detenuti circa il 34% è dentro per reati di droga. Secondo Gonnella, mentre altri Paesi puntano su depenalizzazione e approcci sociali e sanitari, l’Italia insiste su una criminalizzazione inefficace. Il rischio è di tornare ai livelli della legge Fini-Giovanardi, quando si raggiunsero 69.000 detenuti (40% per droga).
Dall’ufficio di presidenza, poi, è emerso che le commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera concluderanno l’esame del decreto sicurezza entro mezzanotte di lunedì 20 aprile. Il provvedimento, che scade venerdì 24 aprile, è atteso in aula martedì mattina alle 9 quindi l’esame in sede referente sarà lampo. I deputati del Partito democratico in Commissione criticano il calendario, definendolo una forzatura che limita il confronto parlamentare. Contestano inoltre l’approccio del governo sulla sicurezza, giudicato propagandistico e privo di una visione organica, ribadendo la necessità di politiche serie, confronto trasparente e rispetto delle istituzioni.











