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di Francesco Machina Grifeo

Il Sole 24 Ore, 21 aprile 2026

Nel mirino la norma sui 615 euro agli avvocati per i rimpatri volontari. Timori per la controfirma di Sergio Mattarella e ipotesi di intervento correttivo in extremis. Allarme al Colle sul decreto sicurezza, con il governo impegnato a correre ai ripari. Nel mirino c’è la norma che introduce un incentivo da 615 euro per gli avvocati impegnati nelle pratiche di rimpatrio volontario. Anche solo l’ipotesi che Sergio Mattarella possa rifiutare la controfirma in assenza di modifiche rilevanti mette in agitazione la maggioranza. In un primo momento si fa trapelare l’intenzione di presentare un emendamento in commissione per correggere la disposizione contestata, ma in serata tutto si blocca per il timore dell’ostruzionismo delle opposizioni, che potrebbe far decadere il provvedimento.

Sarebbe stata infatti necessaria una terza lettura al Senato, dopo il via libera della Camera, per arrivare all’approvazione definitiva. Ma con tempi così ristretti (la scadenza è fissata al 25 aprile), il rischio di non riuscire a concludere l’iter sarebbe stato elevato. Da qui la valutazione di soluzioni alternative, già esaminate nel corso di una giornata particolarmente intensa. Nel pomeriggio il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano si era recato al Colle per incontrare il capo dello Stato, apparso molto irritato per le norme sui rimpatri (“Così non va”, avrebbe detto secondo fonti parlamentari). Subito dopo aveva preso forma l’ipotesi di un emendamento in commissione per modificare la norma contestata, considerata fino a tarda sera come la strada più probabile.

Nel continuo confronto tra Parlamento, Palazzo Chigi e Quirinale, fino all’ultimo sono rimaste sul tavolo anche altre opzioni, come il ricorso ai decreti attuativi oppure un nuovo decreto, da varare in Consiglio dei ministri, limitato all’abrogazione della parte contestata. Ed è proprio quest’ultima soluzione che, nel corso della notte, sembra aver guadagnato terreno. Intanto le opposizioni attaccano: “Governo e maggioranza stanno andando consapevolmente allo scontro con il Colle”, accusa il Pd attraverso la capogruppo Chiara Braga. “È un fatto molto grave: siamo di fronte a una tensione istituzionale senza precedenti”. “È gravissimo - aggiungono da Avs -: così governo e maggioranza scelgono lo scontro con il Paese ignorando il richiamo del Colle”. A conferma del fatto che già dalla mattina il centrodestra fosse consapevole delle criticità della norma sugli avvocati, c’è stata la mossa del capogruppo di Forza Italia alla Camera, Enrico Costa, che in un’intervista aveva annunciato un ordine del giorno sul tema. Il decreto sicurezza “non entrerà in vigore senza regole attuative”, aveva spiegato, aggiungendo che Forza Italia avrebbe presentato un odg “utile ad aprire un confronto con le parti interessate e a un eventuale intervento normativo successivo”. Ora si attende il secondo passaggio in Aula, dopo la conclusione travagliata dei lavori in commissione e l’arrivo del decreto sicurezza nell’Emiciclo per il voto finale, nel testo approvato dal Senato. Resta da capire come il governo intenda sbloccare la situazione, accogliendo le osservazioni del Colle con un intervento che superi la norma relativa al ruolo degli avvocati.