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di Eleonora Martini

Il Manifesto, 23 marzo 2025

Al via la gara di edilizia penitenziaria. L’annuncio del Commissario straordinario. Alla Camera, l’altro giorno, durante l’assemblea straordinaria dedicata alla cogente emergenza carceri e finita con un nulla di fatto, più di qualche deputato dell’opposizione si era chiesto che fine avesse fatto il commissario straordinario all’edilizia penitenziaria Marco Doglio, nominato il 22 settembre scorso. Ed ecco che ieri è arrivata la risposta, direttamente dal ministero della Giustizia. Con l’annuncio dell’avvio di una gara pubblica per la costruzione di “384 nuovi posti detentivi entro il 2025”, per un “importo complessivo di 32 milioni di euro”. La gara “sarà gestita da Invitalia in qualità di Centrale di Committenza”.

Il commissario Doglio mostra così segni di progressione nell’unico progetto che il governo Meloni ha messo in campo per contrastare il sovraffollamento carcerario, inesorabilmente in crescita peraltro grazie alle politiche panpenaliste adottate. A conti fatti, si tratta di circa 83 mila euro a posto letto, ma l’importo prevede solo l’”ampliamento strutturale di nove istituti penitenziari, situati in Calabria, Emilia-Romagna, Abruzzo, Lazio, Lombardia Piemonte e Sicilia”. Dopo aver costruito nuove celle, infatti, come ricordano spesso gli stessi sindacati di polizia penitenziaria, affinché la detenzione sia conforme al dettato costituzionale ed effettivamente capace di “tendere alla rieducazione del condannato”, bisognerà provvedere ad aumentare gli organici degli agenti e di tutti gli operatori che lavorano con i detenuti.

Il comunicato stampa di via Arenula spiega che “l’aumento della capienza sarà ottenuto grazie alla fornitura e messa in opera di appositi moduli detentivi”, con un’opera “di riqualificazione e di ristrutturazione delle strutture carcerarie esistenti”. La “procedura ristretta” prevede “l’avviso pubblico e un successivo invito alle imprese che abbiano manifestato interesse” entro il 10 aprile 2025. Una scadenza molto ravvicinata.

Il progetto annunciato dal commissario Doglio ha già ottenuto l’”apprezzamento” del Garante nazionale dei detenuti Riccardo Turrini Vita, espresso al ministro Nordio durante l’incontro di giovedì scorso. Totale condivisione anche da parte del vicepremier Tajani che ieri, durante la convention di Forza Italia dedicata alla riforma della giustizia, ha però sottolineato che le carceri hanno bisogno di un cambiamento perché “chi è detenuto perde la libertà, ed è giusto che la perda, ma non la dignità”. E anche il mattone, si potrebbe aggiungere, vuole la sua parte.