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di Alessandra Ziniti

La Repubblica, 5 novembre 2022

Nel 2022 sono entrate in Italia 87mila persone, in aumento del 35%. Ma molte meno rispetto alle 111mila del 2017. E ad accogliere più richiedenti asilo sono Germania, Francia e Spagna. Solo quarta l’Italia che ospita nei centri di accoglienza 73mila profughi in meno rispetto a 5 anni fa.

La guerra contro l’invasore che non c’è. Basta guardare i numeri degli sbarchi in Italia negli ultimi sei anni, confrontare gli arrivi autonomi con quelli dalle navi delle Ong, verificare quali sono gli Stati che ricevono la maggior parte delle richieste di asilo, per dimostrare come in Italia non ci sia alcuna emergenza immigrazione. E come, in Europa, ci siano molti altri Paesi che accolgono più migranti.

Quante persone sono arrivate in Italia nel 2022?

Il cruscotto del Viminale, al 4 novembre, conta 87.370 persone, il 35% in più rispetto alle 54.373 del 2021: un dato sempre in crescita dal 2018 ma nettamente inferiore rispetto ai 111.401 migranti del 2017.

L’insediamento del governo Meloni ha segnato un’inversione di rotta negli arrivi?

No, dal giorno del cambio della guardia a Palazzo Chigi sono oltre 9.000 i migranti che hanno messo piede sul suolo italiano. Un numero molto più alto dei 1.778 sbarcati negli stessi dieci giorni del 2021.

Che ruolo ha avuto la flotta umanitaria negli arrivi?

Sempre guardando i dati degli ultimi dieci giorni, a fronte di 9.000 sbarcati in Italia, sono solo 1.080 le persone prese a bordo dalle quattro navi umanitarie in missione. Come ha riferito il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, la flotta umanitaria nel 2022 ha portato in Italia appena il 16% dei migranti sbarcati. I dati confermano come la narrazione delle Ong come pull factor, il fattore di attrazione dei flussi migratori, sia infondata.

Come sono arrivati allora tutti gli altri migranti?

La maggior parte è stata portata a terra da motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza, intervenute per soccorrere grossi pescherecci o barconi partiti dalla Libia, o in arrivo dalla rotta turca, e riusciti a entrare in zona Sar italiana. Ma sono intervenute anche imbarcazioni di Frontex. Gli altri sono sbarchi autonomi. Dalla Tunisia a Lampedusa, a bordo di piccoli barchini, nel 2022 sono arrivate 16.873 persone.

L’Italia è il Paese europeo che accoglie più migranti?

Assolutamente no. Gli ultimi dati dell’Easo, l’agenzia europea dell’asilo, vedono l’Italia al quarto posto. Le richieste di protezione internazionale avanzate nel 2021 sono state 648.000, un terzo in più del 2020, ma allo stesso livello del 2018, anno pre Covid. Il Paese europeo che ha accolto di più è la Germania, con ben 191.000 richieste di asilo, quasi un terzo del totale, seguita dalla Francia, con 121.000, la Spagna (65.000), mentre l’Italia è solo quarta, con 53.000. In rapporto al numero di abitanti, il Paese che accoglie di più è Cipro, seguito da Austria e Slovenia.

Il patto di redistribuzione dei migranti in Europa dopo lo sbarco funziona?

Il patto di solidarietà, firmato a giugno scorso, conta l’adesione di 23 Paesi, 19 Stati membri dell’Ue e 4 paesi associati a Schengen. Di questi, tredici Stati membri hanno accettato di fornire impegni di ricollocazione per oltre 8.000 persone e finora Danimarca, Paesi Bassi, Repubblica Ceca e Svizzera hanno fornito contributi finanziari. Dall’Italia però sono stati ricollocati solo 112 migranti: 38 in Francia e 74 in Germania.

I centri di accoglienza in Italia sono in emergenza?

No, il numero dei migranti in accoglienza in Italia al 31 ottobre è di 103.161: 68.962 sono nei centri, 32.397 nel sistema Sai in piccoli appartamenti, 1.802 negli hotspot di Sicilia e Puglia, che sono in sofferenza per i continui arrivi di sbarchi autonomi. Ma nel 2017, i migranti in accoglienza erano più di 180.000.

Cosa può fare il governo italiano per impedire l’approdo in Italia delle navi umanitarie?

Il ministro dell’Interno Piantedosi ha ventilato la possibilità di un decreto che vieti l’ingresso nelle acque territoriali italiane alle navi giudicate “offensive” per la sicurezza nazionale. Il governo potrebbe anche autorizzare evacuazioni sanitarie di emergenza per persone a bordo in precarie condizioni di salute o fragilità.

Cosa possono fare le navi per riuscire a sbarcare i migranti?

Se nessuno dovesse concedere un porto e le condizioni sanitarie o di sicurezza a bordo fossero considerate a rischio, il comandante può dichiarare lo stato di necessità che lo autorizzerebbe a fare ingresso in porto senza autorizzazione. Esattamente come fece Carola Rackete nel 2019 al timone della Sea Watch 3, entrata di forza a Lampedusa speronando una motovedetta che ostruiva l’ingresso. La Rackete, arrestata per quel gesto, venne poi assolta: i giudici ritennero il suo comportamento giustificato dall’obbligo prioritario del comandante di una nave di portare in salvo le persone a bordo.