di Vera Mantengoli
Corriere della Sera, 12 marzo 2026
Il sacerdote (in prima linea da anni nel sociale) si confronterà con il giornalista e con il rapper Kento Attraversare le ferite della storia, della marginalizzazione e dei soprusi personali per interrogare il presente. Con la “dedica” a Sorj Chalandon, il festival compie già una scelta civile: nelle sue storie - tra cadute e tradimenti, guerre e redenzione - la letteratura scava nell’attualità e la consegna al lettore. Non è un caso che l’edizione 2026 inauguri “Dedica per il sociale”, progetto per rendere la cultura accessibile a tutti. Il dialogo parte da una soglia simbolica: tra il Convento di San Francesco e la Casa per Anziani Umberto I di Pordenone, affacciata di fronte al luogo d’elezione del festival. Nella struttura si terrà un incontro dedicato a Chalandon, con letture tratte dai suoi romanzi, curate da operatori didattici. Gli ospiti della Casa lo ascolteranno dal vivo durante la settimana di “Dedica”.
L’attenzione ai giovani resta centrale. Dalle narrazioni pensate per i più piccoli alle attività creative per le superiori, i percorsi di “Dedica Scuola”, gratuiti e in classe, assicurano partecipazione e integrazione. Quest’anno la presenza della Fondazione Don Gino Rigoldi testimonia in concreto il lavoro quotidiano sul reinserimento. Venerdì 20 marzo, alle 20.45 al Convento, “La furia dentro. Giovani, errori e riscatto” metterà in dialogo Chalandon, don Rigoldi e il rapper Francesco “Kento” Carlo, che da tempo conduce laboratori di scrittura e musica in carceri minorili e periferie, intrecciando hip hop e impegno.
Don Rigoldi, per oltre cinquant’anni cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano, indica la sua bussola: “Ho due principi che mi ispirano quando mi occupo di carcere: il Vangelo e la Costituzione”. Ricorda che l’articolo 27 stabilisce che la pena non sia vendetta ma percorso di recupero. “Il carcere non deve opprimere e affliggere, dev’essere un luogo che offre occasioni di rinascita”. E prosegue: “Oggi le carceri sono sempre più sovraffollate e per i minori la situazione è insostenibile: ragazzi spesso stranieri, senza legami e famiglia, finiscono dentro per reati di sopravvivenza. Garantire loro inserimento sociale è un imperativo morale”.
Accanto alla riflessione, le scelte concrete: le shopper ufficiali di “Dedica” sono affidate alla Sartoria Sociale della Coop Noncello, che ricicla tessuti e materiali destinati alla discarica. Negli spazi del festival trovano voce Amnesty International, Medici Senza Frontiere e Altromercato, per promuovere informazione e confronto su diritti umani e sviluppo sostenibile.











