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di Barbara Rosina

huffingtonpost.it, 20 luglio 2024

Le norme impattano sulla pelle delle persone, chi fa politica non può limitarsi a scrivere leggi, decreti, altisonanti “riforme epocali” deve abbassare lo sguardo sulla realtà e vedere se quelle misure siano state in grado di tutelare davvero le persone in situazioni di fragilità e vulnerabilità. Le scelte europee e quelle di casa nostra tra riduzione delle spese, autonomia differenziata, Legge di Bilancio difficile. Guardiamo a quello che sta succedendo e, da assistenti sociali, ci facciamo e facciamo delle domande perché la poca attenzione alle persone - interventi di sostegno, tutela dei diritti - e il risicato spazio di ascolto per le professioni di cura, non ci fanno ben sperare.

Vorrei mettere a fuoco alcuni temi per noi importanti che emergono poco nell’agenda politica e in quella mediatica a meno che la cronaca non lo imponga. Comincio dalla violenza contro le donne. Secondo i dati rilasciati dalla direzione centrale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, in questo arco di anno, le donne sono il 34% delle vittime degli omicidi volontari. Sono aumentati i maltrattamenti contro familiari e conviventi e le segnalazioni a carico dei presunti “autori noti”.

Se pensiamo al Codice rosso introdotto ormai da cinque anni - che prevede che i delitti contro le donne abbiano la stessa priorità e gravità dei reati di criminalità organizzata - possiamo parlare di ampliamento delle tutele per le donne vittime di violenza e in termini percentuali i dati ci dicono che c’è un aumento delle denunce. Stiamo quindi rafforzando, sebbene ancora soltanto in sede giudiziaria, strumenti per contrastare e prevenire il fenomeno.

Ma quel 34% e il ripetersi di femminicidi come la carenza endemica di consultori familiari, ci induce a chiedere come siano state utilizzate le risorse destinate nella Legge di Bilancio 2024 al rafforzamento della rete dei servizi pubblici e privati di prevenzione, all’assistenza, al sostegno e all’accompagnamento delle donne, alle iniziative di formazione per operatori di polizia e per le altre professionalità. Numeri che diano risposte a queste domande, possono essere utili per capire se si è fatto quel che si deve, se le donne che hanno avuto il coraggio di ribellarsi e di denunciare abbiano avuto risposte.

Mi sposto alle carceri. Condizioni di detenzione inumane denunciate da più parti, sovraffollamento, assenza di personale, assenza di attività rieducative. I dati dei suicidi tra detenuti oscillano tra 50 e 56 nei primi sei mesi del 2024, ma poi ci sono anche sei agenti penitenziari che hanno deciso di togliersi la vita. Con il decreto “carcere sicuro”, a inizio luglio, si è intervenuti per aumentare la sicurezza e l’efficienza degli istituti di pena, ma questi numeri confermano che non si affronta il nodo del trattamento dietro le sbarre, l’umanizzazione della pena, delle condizioni di vita delle persone detenute. Ci scandalizziamo, reagiamo ad ogni nuovo suicidio o rivolta, ma poi?

E veniamo alle misure di sostegno al reddito. Nonostante gli sforzi immani che come assistenti sociali facciamo per garantire il diritto alle prestazioni a tutti coloro che hanno i requisiti per l’accesso all’AdI, il nostro istituto di statistica conferma quello che noi tocchiamo con mano: la povertà aumenta e cambia volto, coinvolge e trascina in situazioni di disagio anche chi ha un lavoro, magari fisso, ma non retribuito nel modo giusto. Famiglie, persone sole, anziani e bambini sono sempre più in difficoltà.

A sei mesi dall’abolizione del Reddito e della Pensione di Cittadinanza - lo dice l’Osservatorio Statistico dell’Inps - la misura di contrasto della povertà ha perso il suo carattere di universalità indirizzandosi verso particolari categorie di persone individuate in base all’età, alla disabilità o a particolari situazioni di svantaggio. Lasciando soli e senza sostegno in molti. Le norme impattano sulla pelle delle persone, chi fa politica non può limitarsi a scrivere leggi, decreti, altisinonanti “riforme epocali” deve abbassare lo sguardo sulla realtà e vedere se quelle misure siano state in grado di tutelare davvero le persone in situazioni di fragilità e vulnerabilità. Donne, carceri, povertà… Vi sembra di essere sulla strada giusta? A noi no!