di Giulio Isola
Avvenire, 17 aprile 2020
L'hanno trovata in un dirupo. Senza vita. Anche ai tempi del coronavirus non si ferma la mano criminale. Maria Angela Corona, 47 anni, è stata trovata senza vita tra le sterpaglie lungo la strada provinciale di Bagheria, nel Palermitano.
Era sparita da due giorni: le ricerche dei carabinieri erano partite dopo la denuncia di scomparsa da parte del compagno che ieri è stato interrogato dai Carabinieri. Sul corpo della donna sono stati trovati ematomi e segni tipici riconducibili allo strangolamento ma al momento nessuno formula ipotesi. Intanto si parte dal racconto del compagno della donna, 20 anni più anziano di lei, che, al momento però sarebbe estraneo all'omicidio.
Si indaga anche nei difficili rapporti tra Maria Angela e i suoi familiari e sulle frequenti tensioni che potrebbero essere sfociate in un violento litigio finito nel peggiore dei modi. Intanto è sempre più drammatica la condizione delle donne, costrette a vivere col proprio "aguzzino" a causa del lockdown.
La rete Dire (Donne in rete contro la violenza) conferma che dal 2 marzo al 5 aprile sono in tutto 2.867 le donne che si sono rivolte ai centri antiviolenza, con un incremento del 74,5% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Mentre sono in calo le prime richieste d'aiuto di donne "nuove" (che si ferma al 28% delle richieste d'aiuto ricevute), che non si erano mai rivolte prima a un centro antiviolenza.
"Ben oltre 1.200 donne in più si sono rivolte ai centri antiviolenza D.i.Re in poco più di un mese, rispetto alla media annuale dei contatti registrata nell'ultima rilevazione", nota Paola Sdao, che con Sigrid Pisanu cura la rilevazione statistica annuale della rete D.i.Re, "un dato che conferma quanto la convivenza forzata abbia ulteriormente esacerbato situazioni di violenza che le donne stavano vivendo". Ma a preoccupare sono soprattutto le nuove richieste, che un anno fa si attestavano al 78% del totale delle donne accolte.
"E di queste solo il 3,5 per cento sono transitate attraverso il numero pubblico antiviolenza 1522", segnala ancora Sdao. La rete che aiuta le donne punta il dito contro i fondi sbloccati da un anno ma non ancora assegnati. "Oggi, ancora in piena emergenza, siamo nella stessa situazione di 53 giorni fa, quando si è registrato il primo decesso per Covid. Nonostante avessimo chiesto risorse straordinarie e le necessarie protezioni per gestire l'accoglienza, i centri antiviolenza e le case rifugio hanno dovuto nella maggior parte dei casi provvedere in autonomia a mettersi in sicurezza e a reperire alloggi di emergenza", fa notare la Presidente di D.i.Re.
"I fondi del 2019 sbloccati dal Dipartimento Pari Opportunità il 2 aprile devono ora transitare per le Regioni: ad oggi nessuna Regione risulta essersi attivata", denuncia Veltri. "Inoltre non si tratta di risorse aggiuntive, ma di risorse destinate a fondamentali attività aggiuntive, quali la formazione e l'inserimento lavorativo delle donne, che ora verranno meno".
Ma ci sono anche i 3 milioni annunciati con il Cura Italia, "irrisori", sottolineano dalla rete, rispetto ai bisogni dei centri. "Non siamo ancora fuori dall'emergenza", conclude Veltri, "e ora che si sta avvicinando il momento della riapertura del Paese nessun intervento è stato previsto per affrontare la situazione mentre le richieste di supporto potrebbero aumentare ancora, come è già successo in Cina. Il governo deve assolutamente cambiare strategia".










