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avellinotoday.it, 12 novembre 2025

Le parole del garante campano dei detenuti. Al momento in Italia ci sono 28 donne madri in carcere (alcune anche incinte) e 26 figli presenti, tra gli istituti femminili di Rebibbia (Rm) e Bollate (Mi) e gli Icam di Milano, Torino, Venezia e Lauro (Av). Nell’Icam di Lauro ci sono 8 detenute madri di cui 4 sono incinte, 3 tra il quarto e il sesto mese di gravidanza e una in procinto di partorire, la quale potrebbe essere anche a rischio di infezione. 

Su questi dati interviene il Garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Samuele Ciambriello: “c’è chi si vanta di questa disumanità. Può essere il carcere l’unica risposta al reato? Che barbarie! È stato il Decreto Sicurezza a dare il disco verde per mettere in carcere donne incinte, in un articolo del decreto sicurezza è diventato facoltativo, e non più obbligatorio, il rinvio della pena per donne in gravidanza e per quelle con figli sotto i 3 anni.

La politica risponde ad una campagna di allarme sociale, per questo a Lauro abbiamo tra le 8 donne detenute 4 incinte, alcune tra il quarto e il sesto mese e una in procinto di partorire, senza la presenza di un ginecologo operativo, manca anche un pediatra fisso. Sei bambini senza colpe in carcere, perché non in casa-famiglia? Nessun bambino o bambina dovrebbe crescere dietro le sbarre. Quali colpe hanno i bambini di madri detenute?

E se anche una donna incinta ha commesso un reato, può mai il carcere essere l’unica risposta? Possiamo fare qualcosa per vincere il populismo penale, politico e mediatico? Possiamo e dobbiamo aiutare questi bambini ingiustamente troppo adulti. Il bambino è un’entità a parte, non una cosa unica con la madre. Tutto questo è una barbarie”.