di Manuela Bergamonti
La Repubblica, 10 novembre 2024
L’avvocato di Surinder Pal ha presentato istanza per ingiusta detenzione. Ha trascorso in carcere 569 giorni, poi è stato assolto dall’accusa di aver ucciso il professor Cosimo Errico in una cascina di Entratico, provincia di Bergamo. Ora Surinder Pal, indiano di 66 anni, chiede un risarcimento di 150mila euro allo Stato per ingiusta detenzione. L’omicidio era avvenuto il 3 ottobre 2020 all’interno della Cascina dei Fiori, di proprietà della vittima. Il corpo semicarbonizzato di Errico, docente di microbiologia in un istituto superiore, era stato trovato dal figlio in cucina. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la vittima era accovacciata davanti al frigorifero quando era stata raggiunta da 23 coltellate, sferrate alle spalle. Il cadavere era stato poi cosparso di benzina e bruciato nell’intento di nascondere le prove.
Fu un’impronta di scarpa insanguinata a indirizzare le indagini verso Pal e Mandip Singh, il connazionale che condivideva con lui un appartamento a Casazza, accusato di favoreggiamento. I due lavoravano per Errico nella cascina, conoscevano bene l’edificio: per la pm Carmen Santoro sapevano quindi come muoversi, dove trovare le taniche di carburante e il quadro elettrico, che venne trovato staccato.
Il movente? Rubare 632 euro che il professore aveva incassato quella stessa mattina dalla visita didattica di una scuola elementare alla cascina. C’erano poi delle intercettazioni ambientali e telefoniche che, secondo l’accusa, inchiodavano i due indiani. Ma la traduzione dalla lingua punjabi venne interpretata in modo differente dal consulente dell’accusa e dal perito del tribunale e alla fine i due uomini vennero entrambi assolti con la formula della vecchia insufficienza di prove.
Il pm, che per Pal aveva chiesto una condanna a 24 anni di reclusione, impugnò l’assoluzione, che però venne confermata anche in appello. Rinunciò così al ricorso in Cassazione e la sentenza divenne definitiva. Il 66enne nell’ottobre 2021 venne scarcerato dopo aver trascorso in cella più di un anno e mezzo. Ora chiede un risarcimento per il danno subito.
“Fin dal primo giorno il mio assistito si è sempre dichiarato innocente e non ha mai lasciato l’Italia - spiega il difensore, l’avvocato Michele Agazzi. È una persona mite, che parla poco e non ha mai creato problemi a nessuno, nemmeno quand’era detenuto. Visto l’esito del processo ci è sembrato doveroso presentare istanza per il risarcimento. L’aspetto drammatico di questa vicenda è il fatto che non si sia ancora individuato il colpevole dell’omicidio di Cosimo Errico. Rimane un delitto irrisolto”.











