sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Chiara Pottini

rainews.it, 2 novembre 2026

Lucia Musti, Procuratore Generale di Piemonte Valle d’Aosta, che ha appena firmato assieme alla Garante regionale dei detenuti, un protocollo d’intesa. Tra i temi anche i reati commessi da minori e il clima d’odio social: “L’idea di ingrandire, e costruire le carceri per i minori certamente non può tranquillizzarci. Dovremmo pensare a non riempire le carceri dei minori, il che non vuol dire non punirli, perché le loro condotte sono parimenti gravissime come quelle commesse dagli adulti. Quindi la soluzione è cercare di andare a monte e di comprendere le ragioni di questo disagio”. 

Lucia Musti, Procuratore Generale di Piemonte Valle d’Aosta, ha appena firmato, assieme alla Garante regionale dei detenuti, un protocollo d’intesa per le persone private della libertà. Che cosa contiene e perché è così importante?

“In buona sostanza formalizziamo uno scambio reciproco di informazioni, ciascuno nel proprio ruolo, e queste informazioni sono volte ad avere sempre presente quella che è la drammaticità della condizione carceraria. Abbiamo infatti, purtroppo, contezza del sovraffollamento che affligge tutte le carceri italiane, ma nel caso specifico a Vercelli abbiamo il 167% di indice di sovraffollamento. Ecco perché abbiamo deciso di stipulare questo protocollo, perché manifesta la nostra attenzione, la nostra sensibilità istituzionale, crea anche un circuito virtuoso di comunicazione tra le procure della Repubblica e appunto il Garante regionale dei detenuti e dei ristretti”. 

La cronaca di questi giorni ci impone una riflessione anche sui reati commessi dai minori. La soluzione non è facile. Lei che cosa ne pensa?

“Chiaramente la criminalità minorile ci fa riflettere. Penso ad esempio ai recentissimi fatti di disordini di piazza che sono stati agli albori delle cronache recenti, non solo cittadine ma nazionali. Anche lì dobbiamo riflettere. Giustamente il Capo dello Stato ci invita a fare un’analisi razionale delle problematiche e certamente dobbiamo fare così. L’idea di ingrandire, e costruire le carceri per i minori certamente non può tranquillizzarci. Dovremmo pensare a non riempire le carceri dei minori, il che non vuol dire non punirli, perché le loro condotte sono parimenti gravissime come quelle commesse dagli adulti. Quindi la soluzione è cercare di andare a monte e di comprendere le ragioni di questo disagio”. 

A questo proposito Torino si è trovata anche nelle ultime ore al centro di cortei in cui si sono verificate anche delle tensioni e degli scontri. Da un lato c’è il diritto a manifestare e a portare in piazza le proprie rivendicazioni e dall’altro una città blindata, un tema che affolla anche gli uffici giudiziari...

“È giusto che la giustizia si celebri a porte aperte, sia percepita e anche giudicata dai cittadini, però chiaramente dobbiamo anche pensare alla sicurezza. Penso anche a tutte le volte che devo intervenire a tutela di quei magistrati che finiscono nella gogna mediatica perché vengono insultati dai leoni delle tastiere che non gradiscono questo o quel provvedimento e pensano bene di minacciare, di insultare i magistrati. Tutto questo è il frutto di un clima sostanzialmente di odio, quello che all’esterno poi chiaramente entra anche all’interno degli uffici giudiziari”.