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leggo.it, 27 giugno 2025

Il Coordinamento nazionale comunità accoglienti rilancia la propria adesione alla campagna globale “Support. Don’t Punish” e denuncia l’approccio repressivo che ancora oggi domina le politiche italiane in materia di sostanze. In occasione della Giornata internazionale contro l’abuso di droghe e il traffico illecito, il Cnca (Coordinamento nazionale comunità accoglienti) rilancia la propria adesione alla campagna globale “Support. Don’t Punish” e denuncia l’approccio repressivo che ancora oggi domina le politiche italiane in materia di sostanze. “La stigmatizzazione e il carcere non sono la risposta giusta - sottolinea il coordinamento -. Servono servizi, diritti e un cambio di paradigma”.

Nel mirino del Cnca anche il contenuto della recente Relazione al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze: “Nulla di nuovo - affermano -. Il governo continua a fare confusione tra consumo, abuso e dipendenza, trattando tutti i consumatori come schiavi. È un approccio ideologico e controproducente”. Nonostante le parole del sottosegretario Alfredo Mantovano - che ha scritto che nessuna persona con dipendenze dovrebbe essere marginalizzata - il Cnca accusa l’esecutivo di fare l’esatto opposto: “Le carceri italiane restano sovraffollate anche a causa dell’impianto normativo sulle droghe. Le condizioni sono disumane, eppure si continua a scegliere la via penale anziché quella sanitaria”. Le comunità terapeutiche del Cnca - 196 strutture attive nel 2023, con 2.376 persone accolte - sono presentate come modelli alternativi, integrati nel territorio e in rete con servizi sociali, sanitari e realtà locali. “Le comunità non sono ghetti o carceri: sono luoghi di cura, partecipazione e reinserimento. Ma il governo non ne riconosce il valore, come dimostra anche il silenzio sulla riduzione del danno (Rdd), prevista dai Lea ma ancora largamente ignorata”.

In vista della Conferenza nazionale sulle dipendenze, in programma a Roma il 7 e 8 novembre, il Cnca conferma la sua partecipazione ma con spirito critico: “Vogliamo portare la nostra cultura decriminalizzante, inclusiva, fondata sui diritti. Non possiamo accettare l’impostazione moralistica e patologizzante che segna i lavori preparatori. Grave, inoltre, l’assenza di temi fondamentali come Rdd, dark web, reinserimento socio-lavorativo, il coinvolgimento delle associazioni e della rete Elide”. Proprio per colmare queste lacune, il CNCA annuncia una Contro conferenza a Roma, parallela all’evento governativo, per dare voce a una società civile “spesso ignorata ma attiva e propositiva”. “Repressione, autoritarismo e stigma sono le cifre di questo tempo - conclude il comunicato -. A maggior ragione, oggi è necessario prendere posizione. Con i corpi, i pensieri e le azioni”.