di Cesare Ferrari
Corriere di Torino, 14 marzo 2026
Claudio Cerrato, capogruppo Pd: “Non stiamo proponendo l’uso di sostanze. Gli sgomberi non servono se non si entra in contatto con chi è colpito dalla droga. In Francia e Svizzera l’unica misura che ha funzionato”. Pipette sterili dal comune per mettere sotto controllo l’invasione del crack nelle strade di Torino. Parte da qui Claudio Cerrato, capogruppo Pd in Consiglio comunale, alla conferenza stampa convocata che illustra la proposta di mozione “L’insicurezza: due fattori chiave, dipendenza da crack e reiterazione dei reati. Un approccio integrato di salute pubblica e inclusione sociale”.
“L’emergenza in questo momento si chiama crack. Attualmente non abbiamo dei protocolli strutturati su come contrastare la diffusione del crack e la sua dipendenza, perché ha un percorso totalmente diverso dall’eroina. Quindi una delle ipotesi che si sta sviluppando e che si sta attuando è almeno la distribuzione delle pipette sterili”. L’obiettivo? “Evitare la diffusione di alcune malattie e tentare un aggancio degli operatori”.
“Abbiamo proposto questo genere di approccio all’Asl in maniera più forte - spiega Cerrato -, perché dopo che hai sgombrato la Gondrand, se non agganci in qualche modo”, il rischio è la “recidiva” di reati. La distribuzione di pipe, ha confermato, è tra le politiche di riduzione del danno previste tra i nove punti della proposta di mozione. “Quando diciamo di unità mobili, drop-in e servizi di bassa soglia, è anche quello”. “Ma è già organizzato dall’Asl questo sistema, non è nulla di nuovo”, ha puntualizzato Isabella Martelli, consigliera Pd della circoscrizione 6. “Non è il modello Bologna, è il modello Europa, è il modello che funziona”, ha sottolineato Teresa Vercillo, segretaria del Circolo Pd Torino 6 Barriera Di Milano-Falchera. “Questo modello - ha proseguito - viene già applicato in Francia, in Svizzera, in Belgio, ed è l’unica cosa che è stata dimostrata efficace per, come diceva Claudio, fare un avvicinamento e un uso consapevole. Nessuno sta promuovendo l’uso di sostanze”.
“Di fronte a una città sempre più segnata dallo spaccio, dal consumo di crack e dal degrado nelle strade, la risposta della sinistra torinese e della maggioranza Lo Russo è distribuire pipe sterili ai tossicodipendenti. È una proposta che lascia sconcertati e che rappresenta l’ennesimo segnale di una resa culturale prima ancora che politica”. Lo dichiara Roberto Ravello, vice capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Piemonte, commentando la proposta avanzata in Consiglio comunale.
“La sicurezza non si ottiene solo con le telecamere e le ronde, ma si costruisce con le politiche, che funzionano quando aggrediscono le cause, non soltanto i sintomi”: con questa convinzione il gruppo Partito democratico del Comune di Torino, in raccordo con il territorio, ha presentato questa mozione. Per Cerrato “questa mozione riconosce la complessità del problema senza fermarsi alla repressione. Il crack è una realtà visibile a Torino, le persone con dipendenze che finiscono nel circuito penale anche. Ma rispondere solo con la forza è insufficiente e spesso controproducente. Serve una visione che tenga insieme controllo del territorio, prevenzione, cura e reinserimento”.
“Il tema della sicurezza - ha aggiunto la consigliera regionale Nadia Conticelli - deve basarsi su programmi integrati tra controllo del territorio e lotta alla criminalità con l’attenzione all’equità sociale, a tutti i livelli istituzionali”. Secondo Luca Pidello, presidente Commissione Legalità, “una legalità che funziona non può ignorare il nesso tra dipendenza, marginalità e recidiva”. Per Vincenzo Camarda, presidente Commissione Sanità e servizi sociali, “le dipendenze sono una questione sanitaria” e “la salute deve tornare al centro delle politiche di sicurezza”.
Il consigliere comunale Simone Tosto ha aggiunto: “Le persone nei miei quartieri chiedono di sentirsi sicure, e noi vogliamo dare loro risposte vere. Questo significa presidio del territorio e collaborazione con le forze dell’ordine, ma significa anche investire su chi rischia di cadere prima che cada, costruire reti di supporto per chi esce dal carcere e per chi non ha una casa stabile”. Per Marcello Mazzù, segretario metropolitano Pd Torino, “mentre il governo Meloni risponde ai sindaci con il silenzio, noi lavoriamo per soluzioni reali”. Proprio sul tema della sicurezza, e di cosa ne pensano i cittadini, condurrà una ricerca il sociologo Roberto Cardaci.










