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estense.com, 30 agosto 2025

Non è con dichiarazioni come “la droga fa schifo” che si previene l’uso di sostanze illegali, lo dimostrano gli insuccessi di oltre 60 anni di politiche proibizioniste, queste sì ideologiche. La repressione ha creato solo ulteriori danni, stigma e marginalizzazione come testimoniano l’Oms e le agenzie Onu per i diritti umani.  Tocca anche Ferrara il caso pipe per il consumo di crack consegnate da un’amministrazione pubblica a consumatori abituali. A intervenire il segretario di Forum Droghe e consigliere comunale a Ferrara per la Civica Anselmo Leonardo Fiorentini che evidenzia come “per l’uso problematico di sostanze come il crack serva un approccio pragmatico, scevro da impostazioni ideologiche”.

Forum Droghe esprime quindi piena solidarietà all’amministrazione comunale di Bologna e agli operatori di Fuori Binario per la scelta di introdurre la distribuzione gratuita di pipe per il consumo di crack. Una misura che ha alla base il concetto di “riduzione del danno” e si basa “su evidenze scientifiche” oltre a essere “riconosciuta come strategia efficace in ambito sanitario”.

I partiti al governo e in particolare Fratelli d’Italia e Lega Nord hanno attaccato negli ultimi giorni la decisione di distribuire 300 pipe (costo 3500 euro) ai consumatori abituali. A esprimere la sua contrarietà alla misura è stato, tra gli altri, anche il sentore ferrarese di Fratelli d’Italia Alberto Balboni che sui social, a corredo di una foto del sindaco di Bologna e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha scritto: “C’è chi legittima l’uso del crack distribuendo strumenti che ne favoriscono il consumo, e chi si impegna concretamente nella lotta alle dipendenze e nella difesa dei giovani. Indovinate da che parte sta la sinistra?”

In un altro post ha poi aggiunto: “Abbiamo denunciato il Comune. Incentivare il consumo di droga è irresponsabile. La loro idea di società non sarà mai la nostra”. Fiorentini prova invece a spiegare: “La riduzione del danno permette - come dimostra lo studio su Bologna - di limitare i danni alle persone che consumano e i costi sanitari per la società. Come ieri lo scambio di siringhe, oggi la distribuzione di pipette è anche uno degli strumenti di aggancio ai servizi di una popolazione in difficoltà, fortemente stigmatizzata e marginalizzata. Il successivo e necessario passo è l’individuazione di luoghi dove consumare: le stanze del consumo sicuro sono fondamentali e non solo per prevenire eventi tragici come le overdose, ma anche per limitare la percezione di insicurezza e il degrado nei quartieri dove avviene il consumo”.

Si tratta di una strategia che parte dalla constatazione che è complesso impedire l’uso di queste sostanze e allora si cerca di ridurne gli effetti negativi evitando, ad esempio, che la sostanza venga consumata attraverso bottiglie di plastica trasformare in pipe “home made” utilizzate da più persone. Questo può ridurre problemi come infezioni e altri tipi di patologie riducendo il costo per il sistema sanitario. “Non è con dichiarazioni come ‘la droga fa schifo’ - conclude il segretario di Forum Droghe - che si previene l’uso di sostanze illegali, lo dimostrano gli insuccessi di oltre 60 anni di politiche proibizioniste, queste sì ideologiche. La repressione ha creato solo ulteriori danni, stigma e marginalizzazione come testimoniano l’Oms e le agenzie Onu per i diritti umani. Le esperienze internazionali ci dimostrano che l’orizzonte debba essere quello di un reale governo sociale del fenomeno, come del resto avviene in Italia già per una sostanza psicotropa come l’alcol”.