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di Maria Giovanna Faiella

Corriere della Sera, 12 ottobre 2025

“Disegnate” per essere più potenti di quelle tradizionali, le Nuove sostanze psicoattive (NPS) espongono chi le consuma, spesso inconsapevolmente, al rischio di intossicazioni a volte letali. Presenti anche in prodotti da svapo, caramelle o cioccolata, acquistati illegalmente online. Il Telefono Verde Droga ISS e Ser.D offre ascolto e consulenza personalizzata. Catinoni sintetici che simulano l’effetto di cocaina e anfetamine; nuovi derivati semisintetici della cannabis, sempre più presenti anche in prodotti da svapo o in cibi appetibili per i giovani, come caramelle o cioccolata, acquistati illegalmente soprattutto su Telegram. E poi, segnala la Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia, circola anche un mix pericoloso di sostanze, come la “cocaina rosa”, cioè una combinazione di MDMA (ecstasy) e ketamina (molecola usata come anestetico) in genere sotto forma di polvere di colore rosa, in cui possono esserci anche altre sostanze psicoattive quali fenetilamine, cannabinoidi sintetici, catinoni sintetici e agenti di taglio (per esempio, caffeina). 

Le Nuove sostanze psicoattive (NPS) considerate a lungo, erroneamente, meno dannose delle droghe tradizionali, secondo gli esperti rappresentano una “minaccia persistente” per la salute dei giovani. Queste molecole sono prodotte in laboratori clandestini illegali, modificando la struttura chimica delle sostanze stupefacenti “classiche”, quali oppiacei, cocaina, cannabinoidi, amfetamine: ne mimano gli effetti con una maggiore potenza, esponendo i consumatori, il più delle volte inconsapevoli, al rischio di gravi intossicazioni, a volte anche fatali.

Rischio di gravi intossicazioni - Le Nuove sostanze psicoattive (NPS) considerate a lungo, erroneamente, meno dannose delle droghe tradizionali, secondo gli esperti rappresentano una “minaccia persistente” per la salute dei giovani. Queste molecole sono prodotte in laboratori clandestini illegali, modificando la struttura chimica delle sostanze stupefacenti “classiche”, quali oppiacei, cocaina, cannabinoidi, amfetamine: ne mimano gli effetti con una maggiore potenza, esponendo i consumatori, il più delle volte inconsapevoli, al rischio di gravi intossicazioni, a volte anche fatali. Ma quali sono le nuove sostanze psicoattive che circolano e che cosa contengono? Quali effetti provocano sulla salute? 

Spiega Simona Pichini, responsabile del Centro nazionale dipendenze e doping dell’Istituto Superiore di Sanità: “In Italia la droga più diffusa tra i giovani rimane la cannabis, seguita dalla cocaina; le NPS, presenti in Europa dal XXI secolo e in aumento, a oggi rappresentano un mercato di nicchia e si trovano soprattutto su canali telematici come Telegram e nel dark web, meno di frequente nel mercato “di strada”“ 

“L’offerta è variegata, con un catalogo di prodotti con costi per tutte le tasche: ci sono gli stimolanti, ma soprattutto sostanze “disegnate” - come i cannabinoidi sintetici e semisintetici - perché abbiano non solo l’effetto della sostanza cui dovrebbero assomigliare (in questo caso la cannabis tradizionale), ma anche altri. Le NPS più utilizzate in Italia appartengono a due classi: i catinoni sintetici e i cannabinoidi sintetici e semisintetici; sono poco diffusi, invece, gli oppioidi sintetici - chiarisce Pichini -. I catinoni sintetici mimano gli effetti della cocaina e delle amfetamine, quindi sono stimolanti, energizzanti ma anche empatogeni (suscitano empatia) e un po’ psichedelici (alterano la percezione della coscienza). Si trovano di solito sotto forma di pasticche o polveri da sniffare e possono provocare intossicazioni severe, anche letali”.

L’anno scorso, come rileva la Relazione sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia, il catinone sintetico MDPHP è stato implicato in un decesso, come unica sostanza utilizzata, mentre in un altro caso la persona deceduta aveva fatto uso di un mix tra questa sostanza e altri catinoni, unitamente a benzodiazepine e psicofarmaci.

“All’altra classe di nuove sostanze psicoattive più diffusa - riprende la dottoressa Pichini - appartengono i cannabinoidi sintetici, preparati interamente in laboratori illegali, e quelli semisintetici, ottenuti da alcuni fitocannabinoidi non psicoattivi (come il cannabidiolo) e poi lavorati in laboratorio: tra quest’ultimi l’esaidrocannabinolo (HHC) è il prodotto più spacciato” (inserito nella tabella delle sostanze stupefacenti e psicotrope illegali da luglio 2023, ndr). 

“I cannabinoidi sintetici e semisintetici hanno un vastissimo mercato di qualsiasi tipo di prodotto” continua Pichini. “Sono venduti come polveri; sono messi come adulteranti nell’eroina da strada; si trovano nei liquidi per svapo venduti nel mercato illecito; sono presenti nelle cosiddette “sostanze edibili”, cioè che si prestano a catturare i più giovani e golosi, come caramelle, patatine, ovetti di cioccolata, acquistati online soprattutto in alcuni periodi dell’anno, per esempio per la festa di Halloween. E può succedere che i ragazzi s’intossichino. Ci sono dei cannabinoidi sintetici, utilizzati come adulteranti, addirittura mortali con decessi registrati in Europa”. 

Come si fa a capire che non sono caramelle o dolci “comuni” ma contengono sostanze psicoattive? “Sono riconoscibili dalla classica foglia di marijuana presente sulla confezione, ma molti giovani comprano questi prodotti non avendo la percezione del pericolo che corrono e non sanno nemmeno cosa stanno consumando” sottolinea l’esperta, che chiarisce: “Le nuove sostanze psicoattive sono prodotti sintetici che hanno più potenza, effetti e tossicità delle droghe classiche del XX secolo: agiscono sul sistema nervoso centrale ma anche su tutti i meccanismi che coordina; per esempio, gli oppioidi sintetici hanno un effetto di blocco della respirazione, quindi si muore semplicemente perché non si respira più e per le conseguenze cardiovascolari. A volte, poi, i farmaci impiegati come antidoto agli effetti da eroina, come il naloxone, hanno un effetto molto minore sugli oppioidi sintetici. In altri casi - spiega ancora l’esperta - il rischio è dato anche dalla facilità di acquistare un prodotto per un altro: ci sono ragazzi che perdono la vita alla prima assunzione perché non sanno cosa è stato loro venduto, quali sostanze sono state associate tra loro, in che dose”. 

Quanto agli oppioidi sintetici, a destare maggiore preoccupazione sono il fentanyl e i suoi derivati, venduti a scopo voluttuario come sostituti a basso costo dell’eroina, ma usati pure per produrre medicinali contraffatti o miscelati insieme ad altre droghe o sostanze e distribuiti attraverso i mercati illegali della droga.

“In Italia non c’è un’emergenza da Fentanyl poiché non si è verificata l’epidemia registrata negli Stati Uniti, dove gli oppioidi sintetici sono impiegati abitualmente come farmaci antidolorifici e si è diffuso l’utilizzo del fentanyl come stupefacente - spiega Simona Pichini -. Da noi è impiegato come anestetico in ospedale e come analgesico, sotto strettissimo controllo medico, per trattare il dolore grave, oncologico o cronico. In Italia il fenomeno è sotto controllo anche perché il nostro Paese si è dotato nel 2024 di un “Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di Fentanyl e altri oppioidi sintetici” - un’iniziativa coordinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, cui ha partecipato anche l’Istituto Superiore di Sanità - per contenere il rischio di ingresso e diffusione di questa sostanza e dei suoi derivati sul territorio italiano”. L’utilizzo distorto dell’oppioide (come di altri) può comportare effetti gravissimi sulla salute, fino alla morte: due i decessi correlati al Fentanyl nel 2024, secondo la relazione al Parlamento sulle tossicodipendenze.

E in Europa aumenta la diffusione di oppioidi nitazeni, sostanze potenti spesso invisibili ai test. “È inquietante ciò che stiamo osservando - dice Carlo Locatelli, past president Società italiana di tossicologia (Sitox) e direttore UO Tossicologia, Centro Antiveleni e Centro nazionale di informazione tossicologica, IRCCS Maugeri di Pavia -. Nuove droghe sintetiche, come oppioidi nitazeni e cannabinoidi semisintetici, causano intossicazioni rapidissime, spesso non riconoscibili dai test standard, e possono portare a insufficienza respiratoria o a danni neurologici permanenti in poche ore”.

“Cosa contiene la nuova sostanza psicoattiva che ho provato? Può essere pericolosa?”. “Come posso uscire dalla dipendenza?”. “Mio figlio fa uso di una nuova droga: quali effetti può provocare sulla salute?”. A queste e altre domande rispondono gli esperti del “Telefono Verde Droga”, 800186070, il servizio di consulenza telefonica (attivo dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 16), gestito dal Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità. A offrire ascolto è un’équipe di esperti, tra cui psicologi, che danno informazioni attendibili sugli effetti sulla salute associati al consumo di sostanze psicotrope, oltre a un supporto personalizzato orientando la persona verso le strutture sul territorio che propongono interventi sanitari per trattare la dipendenza, i Ser.D - Servizi pubblici per le Dipendenze patologiche (ex Ser.T - Servizi per le Tossicodipendenze) del Servizio Sanitario Nazionale, istituiti dalla legge n. 162/90 (qui l’elenco dei Ser.D cliccando sulla propria Regione).

Spiega la responsabile del Centro Nazionale Dipendenze e doping dell’Iss: “Il Telefono Verde Droga è un punto di accoglienza, ascolto e orientamento rivolto a tutti: può chiamare chi fa uso di sostanze rimanendo nell’anonimato, un suo familiare, ma anche cittadini che desiderano avere informazioni chiare e scientificamente validate, a differenza di quelle che circolano su internet e sui social, spesso fuorvianti: c’è chi ancora crede che le nuove sostanze psicoattive siano “più leggere” delle droghe tradizionali e facciano meno danni”. 

Il servizio diventerà presto un Telefono verde (con lo stesso numero) dedicato alle “Dipendenze”. “Lo stiamo potenziando grazie a un progetto promosso in collaborazione col Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri - anticipa la dottoressa Pichini -. Si occuperà delle dipendenze da sostanze, sia illegali come le droghe, sia legali come alcol e tabacco, ma anche di dipendenze da comportamenti, per esempio sexting (scambio di messaggi, foto o video a contenuto sessuale tramite cellulari e social), videogiochi, gioco d’azzardo, gaming o gioco online, il social challenge (sfide tra giovani). Il messaggio è che, a seconda del tipo di disturbo, si può richiedere un aiuto specifico nell’ambito del Servizio sanitario nazionale - chiarisce Pichini -. Gli operatori, dopo aver dato una prima consulenza, indirizzeranno l’utente alle strutture più vicine, che lo possano aiutare per la sua dipendenza (Centri antifumo, Servizi per le tossicodipendenze o per le dipendenze digitali, ecc)”.