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di Eleonora Martini

Il Manifesto, 9 dicembre 2025

Il Civil Society Forum on Drugs critica il nuovo piano d’azione 2026 presentato dalla Commissione Affari interni dell’Unione. Sono stati presentati al Civil Society Forum on Drugs (Csfd, la rete di associazioni della società civile europea accreditate dall’Ue come interlocutori sulle politiche per le sostanze stupefacenti) la nuova strategia sulle droghe dell’Ue e il nuovo piano di azione 2026 messi a punto dalla Commissione Dg Home. I testi delle proposte, illustrati a Bruxelles qualche giorno fa dal commissario per gli Affari interni e le migrazioni Magnus Brunner, hanno destato “forti perplessità” in molte organizzazioni che fanno parte della Csfd, come il network globale Idpc o in Italia Forum Droghe e Cnca.

Le associazioni puntano il dito contro il ritorno della “narrazione allarmistica della “minaccia” della droga” e “l’eccessiva enfasi sul controllo di polizia e sulla repressione”, segnatamente lungo le frontiere. Secondo la proposta della Commissione, infatti, Frontex “deve rafforzare la sorveglianza e il monitoraggio del traffico di droga alle frontiere esterne dell’Ue”. E per farlo, sfrutterà la collaborazione con Emsa e SatCen per l’utilizzo di dati satellitari e aerei finalizzati all’individuazione di “minacce legate al traffico di droga”.

In sostanza, gli echi della nuova guerra di Trump, con i bombardamenti delle imbarcazioni di presunti narcos, risuonano anche a Bruxelles: per Brunner infatti dovrebbero diventare “cruciali” le “partnership civili-militari” e va rafforzata la “governance marittima” delle operazioni Eunavfor Atlanta e Eucap Somalia (nate contro la pirateria al largo del Corno d’Africa). Un particolare “supporto” è poi offerto dall’Ue “ai Paesi dell’Africa occidentale nella lotta contro il traffico di droga”.

D’altra parte, la nuova strategia Ue - proposta che a gennaio passerà alla discussione degli Stati membri - contiene anche novità apprezzate dalla Csfd, come la raccomandazione per tutti i Paesi di dotarsi di “stanze del consumo”, pilastro della Riduzione del danno. Nel documento anche norme aggiornate per il monitoraggio e il controllo dei precursori di droghe, spesso utilizzati nella “produzione illecita di anfetamine, ecstasy, metanfetamina, cocaina ed eroina”. Sono queste le droghe su cui si concentra la prospettiva dell’Ue: mai, invece, viene nominata la cannabis.