di Anna Lombardi
La Repubblica, 26 marzo 2021
L'intesa raggiunta dai legislatori dello Stato, che entrerà in vigore tra un anno, apre le porte a un'industria da circa 4,2 miliardi di dollari. Sarà consentita la vendita a domicilio e la nascita di locali per il consumo. Chiunque potrà coltivare in casa (o in terrazza) fino a sei piante per uso personale.
L'odore pungente di marijuana è già da tempo uno dei più tipici della Grande Mela, spesso lì a sorprenderti in strada con le sue zaffate. Ma sebbene il suo consumo sia stato "decriminalizzato" due anni fa, chi è sorpreso a fumarla in pubblico rischia una multa salata e chi è colto nell'atto di venderla o acquistarla viene denunciato e rischia ancora di finire in carcere. Oggi, dopo anni di tentativi, i legislatori dello Stato di New York, hanno infine trovato un accordo per legalizzare la marijuana ricreativa (quella medica lo è già): aprendo le porte a un'industria da circa 4,2 miliardi di dollari, capace di creare migliaia di posti di lavoro e trasformare lo Stato in uno dei maggiori mercati d'America. Una mossa economica, certo: ma mirata pure a porre fine agli arresti di neri e ispanici, da anni sproporzionatamente nel mirino della polizia, trattati con disparità rispetto ai bianchi sorpresi con uno "spinello".
Secondo le prime indiscrezioni pubblicate dal New York Times, l'accordo consentirà la consegna a domicilio e la nascita di locali dove consumare marijuana ma non alcool. Ancora, chiunque potrà coltivare in casa (o in terrazza) fino a sei piante per uso personale. Le nuove regole, però, non saranno applicate prima di un anno almeno. Se il piano, come ci si aspetta, sarà definitivamente approvato (sarà quasi certamente inserito già nel budget al voto il 1° aprile) la vendita di marijuana legale inizierà più o meno nella primavera 2022. I funzionari devono infatti prima scrivere le complesse leggi di un mercato che si vuole altamente controllato, regolato in ogni particolare della catena, dalla coltivazione alla vendita. Saranno pure applicate specifiche tasse, pari a circa il 9 per cento sulla vendita al dettaglio, in grado di generare fino a 350 milioni di entrate fiscali l'anno per lo Stato. La città di New York medita di applicare poi una seconda tassa per lo smercio entro i suoi confini.
L'accordo è stato studiato anche per risarcire le comunità duramente colpite, nei decenni passati, da una guerra alle droghe leggere oggi considerata eccessivamente dura e che ha riempito le carceri di giovani afroamericani e latini, devastando intere generazioni e quartieri. Buona parte del ricavato fiscale dalla vendita di cannabis sarà reinvestito in quartieri e aree considerate difficili. E una parte delle licenze commerciali sarà riservata a minoranze.
I legislatori hanno cercato di modellare la loro proposta sulle migliori pratiche di altri Stati, sperando di rendere il programma di New York un modello nazionale. Dal 2012 a oggi già 15 Stati più il distretto di Columbia, hanno legalizzato la marijuana per adulti con più di 21 anni: e la mappa comprende tutti gli Stati della costa pacifica, da Washington all'Arizona. La marijuana medica è legale in 36 stati (compresi i 15 di cui sopra). Nel frattempo, altri quattro Stati - New Jersey, Arizona, Montana e South Dakota - hanno votato per legalizzare la cannabis ricreativa a novembre 2021. Invece, la marijuana è ancora illegale in ogni sua forma in sei: Idaho, Wyoming, Kansas, Tennessee, Alabama e South Carolina. Negli altri esiste una qualche forma di decriminalizzazione (come finora a New York, per intenderci). In Texas è legale solo l'olio di Cbd, quello estratto dalla canapa, che ha solo effetti rilassanti.











