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di Nadia Ferrigo

La Stampa, 26 giugno 2025

La cannabis al primo posto, a partire dal 2021 c’è un incremento costante nel consumo di antidepressivi senza prescrizione medica. Nel 2024 per la prima volta il numero di persone morte per overdose da cocaina o crack ha superato il primato storico degli oppiacei. Nella “Relazione annuale del Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia pubblicato nel 2025” si registra che la cocaina “è una delle sostanze con l’impatto socio-sanitario maggiore”. Nello scorso anno il 35 per cento dei decessi direttamente accertati per intossicazione acuta letale è stato attribuito a questa sostanza, percentuale che risulta in progressivo aumento nel corso degli anni e che ha così raggiunto il suo massimo storico.

La cocaina è responsabile del 30% dei ricoveri ospedalieri legati a droghe e tra gli utenti in carico dei SerD il 23% fa uso di cocaina come sostanza primaria e il 3,3% di crack. Le analisi delle acque reflue urbane rivelano che la cocaina è la seconda sostanza psicoattiva illegale più consumata in Italia con una stima media di circa 11 dosi al giorno ogni 1.000 abitanti, valore in leggero aumento rispetto agli anni 2020-2022. Ancor più di alcol e tabacco, la cocaina è inoltre la sostanza più associata al policonsumo. Lo scorso anno ne sono state sequestrate circa 11 tonnellate, un quarto delle sostanze sequestrate in tutta Italia.

Se la cocaina guadagna terreno, al primo posto resta la cannabis: il 77% delle segnalazioni per uso personale, il 37% delle denunce per spaccio, il 13% degli utenti dei Servizi per le Dipendenze (SerD) la indica come sostanza primaria e il 7% dei ricoveri ospedalieri associati al consumo di sostanze. L’analisi delle sostanze stupefacenti nelle acque reflue urbane che arrivano ai depuratori ha evidenziato che cannabis e derivati restano le sostanze psicoattive più diffuse in Italia, con circa 52 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti, un dato stabile rispetto agli anni precedenti. Da evidenziare è inoltre il significativo aumento della concentrazione di Thc nei prodotti a base di hashish, la cui potenza è quadruplicata dal 2016 (dal 7% del 2016 al 29% del 2024).

Nel complesso, partendo dai dati rilavati tramite lo Studio ESPAD®Italia 2024 che ha coinvolto 20.201 studenti tra i 15 e i 19 anni, si stima che quasi 910 mila giovani tra 15 e 19 anni, pari al 37% della popolazione studentesca, abbia consumato una sostanza psicoattiva illegale almeno una volta nella vita e 620 mila studenti, sempre tra i 15 e i 19 anni (25%), ne abbia fatto uso nel corso dell’ultimo anno. Il consumo di queste sostanze è più comune tra i ragazzi (28%) rispetto alle ragazze (22%)

Alcol, tabacco e antidepressivi senza controllo medico - Il consumo di sostanze psicoattive tra i più giovani - rilevato nella Relazione con lo Studio ESPAD®Italia 2024, che ha coinvolto 20.201 studenti tra i 15 e i 19 anni dalle scuole secondarie di secondo grado distribuite su tutto il territorio nazionale - conferma “un quadro complesso e multiforme, che include tanto sostanze illegali quanto sostanze legali”. Nel 2024 si stima che oltre 500 mila studenti tra i 15 e i 18 anni non ancora compiuti abbiano fatto uso di tabacco, mentre quasi 360 mila hanno riportato almeno un episodio di intossicazione alcolica durante l’anno.

Entrambi questi fenomeni mostrano una maggior prevalenza tra le ragazze. A partire dal 2021 si registra un incremento costante nel consumo di psicofarmaci senza prescrizione medica tra i giovani. Questa tendenza lo scorso anno ha raggiunto i valori più alti di sempre: se la stima è di 510 mila studenti di 15-19 anni che hanno fatto uso di queste sostanze senza prescrizione nel corso della vita, nella fascia 15-18 anni non ancora compiuti sarebbero 180 mila ad averne fatto uso solo nell’ultimo anno (il 12% del totale di quella fascia di età), con una prevalenza più che doppia tra le studentesse.

Nel 2024 si sono registrati 8.378 accessi al pronto soccorso legati alla droga, con un calo del 2,5% rispetto al 2023. Le diagnosi sono suddivise in psicosi indotta da droghe (47%), abuso di sostanze senza dipendenza (46%), e dipendenza da droghe (7%). I SerD hanno assistito 134.443 persone, l’88% delle quali era già in trattamento negli anni precedenti. L’85% degli utenti è di genere maschile. Le sostanze primarie per cui è stato attivato il trattamento sono: oppiacei (59%, di cui il 56% eroina, mentre nel 1999 erano l’87%), cocaina (23%), cannabinoidi (13%) e crack (3,3%). Nel 2024 sono stati registrati 19.755 detenuti tossicodipendenti, il 96% di genere maschile e il 35% di nazionalità straniera, rappresentando il 32% della popolazione carceraria complessiva (erano il 29% nel 2023). Le persone tossicodipendenti entrate in carcere sono state 16.890, pari al 39% degli ingressi totali.