di Nadia Ferrigo
La Stampa, 2 aprile 2025
L’associazione per la legalizzazione della cannabis Meglio Legale ha sollevato per la prima volta la questione di legittimità costituzionale del nuovo Codice della Strada con un ricorso al giudice di pace di Udine per il caso di Elena Tuniz, 32 anni, insegnante e “vittima di un paradosso giudiziario che rischia di compromettere gravemente la sua vita”. Come racconta nel video pubblicato da Meglio Legale, il 7 gennaio scorso, mentre era alla guida della sua auto, Elena Tuniz ha avuto un malore improvviso che ha causato un lieve incidente stradale. Ricoverata in ospedale tra i diversi esami è stata anche sottoposta a un test tossicologico che ha evidenziato una “dubbia positività al Thc”, che è il principio attivo della cannabis. Solo dopo un secondo attacco epilettico, avvenuto nella notte successiva, è arrivata la diagnosi corretta. “Nella terapia c’è anche la prescrizione di cannabis medica, fatta da neurologo” racconta nel video.
“Nonostante l’evidenza medica, il test tossicologico ha innescato un meccanismo sanzionatorio sproporzionato: la sospensione della patente di guida per un anno con conseguenze pesanti sulla sua vita lavorativa, data la distanza di 70 km tra casa e lavoro e l’avvio di un procedimento penale che prevede il rischio di una pena detentiva fino a due anni e una multa fino a 12mila euro” scrive Meglio Legale.
“Riteniamo questo caso emblematico delle criticità del nuovo Codice della Strada, per questo abbiamo deciso di supportare Elena Tuniz, affidando la sua difesa all’avvocato Raffaele Minieri - ha spiegato nella conferenza stampa alla Camera dei Deputati organizzata insieme al deputato e segretario di +Europa Riccardo Magi, Antonella Soldo, coordinatrice di Meglio Legale. Il ricorso presentato ai Udine non si limita a contestare la sospensione della patente, ma solleva una questione di legittimità costituzionale della normativa in vigore, che rischia di penalizzare ingiustamente persone che con la guida in stato di alterazione non c’entrano nulla”. Se il giudice accoglierà il ricorso, la questione sarà portata davanti alla Corte Costituzionale, aprendo la strada a una possibile revisione della legge.
Dal 14 dicembre 2024 il nuovo odice della strada prevede sanzioni più severe per chi risulta positivo a un test antidroga: chi risulta positivo rischia il ritiro immediato della patente, la sospensione, l’arresto fino a un anno e una multa fino a 6mila euro, il doppio in caso di incidente. Per l’alcool serve superare il limite di 0,5, mentre per le altre sostanze stupefacenti basta la positività al test anche se non si è in stato di alterazione. “Questo è un problema soprattutto per i cannabinoidi, rilevabili nella saliva fino a 80 ore dopo l’uso - dicono dall’associazione per la legalizzazione -. Nessuna eccezione è prevista per chi assume cannabis medica con regolare prescrizione”.











