di Alessandra Arachi
Corriere della Sera, 27 giugno 2023
L’onorevole Riccardo Magi con un cartello antiproibizionista mentre parla la presidente del Consiglio, che replica: “Quello che accade con la droga tollerato e banalizzato, come se fosse una forma di libertà”. La premier Giorgia Meloni è diretta e decisa: “Le droghe fanno male tutte, non c’è differenza tra droghe pesanti e leggere”. Riccardo Magi, presidente +Europa, la contesta con veemenza. “Cannabis: se non ci pensa lo Stato, ci pensa la mafia”, il cartello esposto con un blitz nella saletta della Camera, lì dove lunedì c’è stato il convegno sulle droghe in occasione della giornata mondiale con la lotta agli stupefacenti.
Ma la presidente del Consiglio ribatte prontamente: “Non mi farò intimidire, io so esattamente cosa sto facendo”. E ancora rivolta a Magi: “Lei dovrebbe ricordarsi che è grazie alle politiche che avete fatto se ci siamo ridotti così, guardi questi ragazzi. Avete organizzato per anni convegni che nessuno si è mai permesso di bloccare. Dovete accettare che c’è un altro governo eletto dagli italiani per fare esattamente quello che stiamo facendo”. I commessi sono intervenuti per togliere il cartello e Magi ha lasciato l’auletta del convegno.
“Dire che ci sono droghe che possono essere usate è un inganno - è l’idea espressa dalla premier. . In uno spinello di oggi c’è una quantità di principio attivo enormemente più grande di quanto ce n’era in quelli di qualche decennio fa. Si può definire leggera qualcosa che ha il 78% del principio attivo?”. “Tutta la narrazione”, ha proseguito la presidente del Consiglio, “va in una direzione: film, serie televisive. Il messaggio è che la droga è anticonformista, non fa male, fa bene. Ci sono serie che raccontano le gesta di uno spacciatore sulle stesse piattaforme che facevano i documentari contro Vincenzo Muccioli”.
Quello del governo contro la droga, ha detto ancora Meloni, “non vuol esser un approccio paternalistico, lo stato etico non c’entra niente. C’entra la responsabilità delle istituzioni, c’entra la solidarietà, la responsabilità di fare cose difficili se sono giuste, di andare contro corrente. Se non cambiamo l’approccio, tutte le leggi e i fondi non basteranno, serve un’altra narrazione sul piano educativo e culturale. È finita la stagione dell’indifferenza, del massimo, del disinteresse sulla droga”.










