di Daniele Regno
Il Mattino, 16 marzo 2015
Della Vedova promuove un intergruppo: aderiscono 60 parlamentari dal Pd a Forza Italia.
Venti anni fa - era il 27 agosto del 1995 - simulò con Marco Pannella e Rita Bernardini la cessione gratuita di marijuana. E fu arrestato. Adesso Benedetto Della Vedova - ex radicale, ex seguace di Gianfranco Fini e ora senatore e sottosegretario agli Esteri - ci riprova.
Ma invece di replicare la strada della provocazione percorre quella più istituzionale del disegno di legge: per liberalizzare la Cannabis ha proposto un intergruppo che, prima ancora di iniziare i lavori, ha riunito sessanta parlamentari di quasi tutti gli schieramenti. Con l'obiettivo di predisporre e fare approvare una legge per rendere la cannabis legale.
L'iniziativa di Della Vedova si fa forte dell'opinione di Umberto Veronesi e Roberto Saviano e può contare su un organismo parlamentare trasversale al quale hanno aderito deputati del Pd di fede renziana (Roberto Giachetti) e non (Pippo Civati), grillini e fuoriusciti da M5S, esponenti di Sel e del gruppo misto e persino un nome di spicco di Forza Italia come l'ex ministro della Difesa Antonio Martino.
L'intergruppo avvia la sua attività sullo slancio dell'esplicito suggerimento contenuto nella relazione annuale della Direzione nazionale antimafia: "Davanti all'oggettiva inadeguatezza di ogni sforzo repressivo, spetterà al legislatore valutare se sia opportuna una depenalizzazione della materia". La Dna ha invitato il Parlamento a "bilanciare i contrapposti interessi".
Se, da un lato, "bisogna riconoscere il diritto alla salute dei cittadini", dall'altro occorre tenere conto delle "ricadute che la depenalizzazione avrebbe in termini di deflazione del carico giudiziario, di liberazione di risorse delle forze dell'ordine e magistratura per il contrasto di altri fenomeni criminali e, infine, di prosciugamento di un mercato che, almeno in parte, è di appannaggio di associazioni criminali agguerrite".
D'altronde, c'è un dato, fornito dalla stessa Dna, che fa riflettere: il mercato illegale oggi vende fra 1,5 e 3 milioni di chilogrammi l'anno di cannabis, "quantità che soddisfa una domanda di mercato di dimensioni gigantesche".
Un volume che consentirebbe a ciascun cittadino italiano (compresi vecchi e bambini) un consumo di circa 25-50 grammi a testa, pari a circa 100-200 dosi. "Il problema - dice Della Vedova - non è più dichiararsi favorevole o contrario alla legalizzazione, piuttosto è regolare un mercato che è già libero. Occorre disciplinare, limitare e penalizzare l'uso delle droghe leggere, sul modello di quanto si fa per alcol e tabacco. Perché la repressione, finora, ha avuto costi altissimi. E non è servita a contenere i consumi di hashish e marijuana".
Il sottosegretario agli Esteri aveva scritto una lettera a tutti i parlamentari lo scorso 8 marzo e le adesioni sono arrivate nel giro di una settimana. "Ho voluto - spiegali senatore Della Vedova - creare uno strumento non partitico, che raccolga i tantissimi che la pensano come me, per arrivare a formulare una proposta di legge trasversale, che sia un'operazione di legalità.
Lo faccio a titolo individuale, come semplice parlamentare e non come membro del governo, per creare un momento di catalizzazione e riflessione sulla materia. L'Intergruppo è lo strumento ideale per togliere tutti gli elementi "partisan" alla proposta". Secondo il sottosegretario la Dna nella sua relazione annuale "scolpisce nel marmo considerazioni lucidissime sul fallimento della strada della repressione".










