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di Andrea Senesi


Corriere della Sera, 15 dicembre 2019

 

Le telefonate al numero verde del Comune di Milano. Attivo da due mesi: sos anche per farmaci, alcol, gioco e la nuova schiavitù dalla tecnologia. Chiamare in Comune per segnalare la propria o altrui dipendenza. Il numero verde era stato (ri)attivato sull'onda della scandalo di Rogoredo, il parco della droga al margine della città e soli da pochi mesi tornato ad apparente normalità.

SostieniMi è il servizio di contrasto alle dipendenze partito a inizio ottobre per mettere a disposizione una linea telefonica (335.1900536), un indirizzo mail (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) e una chat con l'obiettivo d'intercettare il bisogno di chi vive direttamente o indirettamente un problema di dipendenza. Dalle sostanze ma non solo. Anche se la tragedia di venerdì sera a Brugherio, con la morte di una copia per overdose, ha rimarcato l'emergenza droga.

Perché dopo due mesi di attività il primissimo bilancio del centralino restituisce una fotografia per certi aspetti inattesa. Tra ottobre e novembre 2019 il servizio ha gestito 150 contatti. A chiedere aiuto sono soprattutto i diretti interessati (72 per cento), mentre negli altri casi si tratta di familiari (genitore, partner, fratello/sorella o altro parente).

La prima sorpresa è che meno della metà delle domande denuncia una dipendenza da eroina, cocaina o altre sostanze: "solo" il 40 per cento denuncia una dipendenza da droghe, il resto si divide tra farmaci (20 per cento), ludopatie e gioco d'azzardo (20 per cento) e solo al quarto posto l'alcol (15 per cento). Ma si sono registrati anche tre casi di sedicenti dipendenze da "nuove tecnologie". Giovani schiavi, in pratica, del proprio cellulare o del computer.

Un'assoluta e preoccupante novità. Commenta l'assessore al Welfare Gabriele Rabaiotti: "La nostra è un'iniziativa che non vuole sovrapporsi ai servizi già presenti, ma aiutare in termini di primo ascolto e orientamento chi sta affrontando un qualsiasi tipo di dipendenza".

"Nei primi due mesi - continua l'assessore Rabaiotti - abbiamo riscontrato un grande bisogno non espresso e dunque la necessità di intervenire con ancora più convinzione, soprattutto per far emergere le dipendenze che ancora oggi non vengono riconosciute come tali e quindi denunciate, come per esempio quella dalle nuove tecnologie.

Sono stati solo tre i casi intercettati, ma pensiamo che il potenziale bacino di utenza sia molto più grande e abbia bisogno di un intervento proattivo di sensibilizzazione. Essendo questo un fenomeno che interessa sempre più giovani e giovanissimi, è inoltre allo studio la realizzazione di profili social del servizio, in modo da riuscire a intercettare chi a questo mondo si è approcciato da poco".

Il servizio è ora gestito dal Centro Ambrosiano di solidarietà (Ce.A.S.) - selezionato dal Comune attraverso un avviso pubblico - era stato ideato e annunciato dal precedente assessore al Welfare Pierfrancesco Majorino. Da Palazzo Marino si dicono estremamente soddisfatti dei primi riscontri.

"I contatti - spiegano tecnici e operatori - sono aumentati percentualmente di molto da un mese con l'altro (+60 per cento) e le tre telefonate al giorno di media sono da considerarsi un inizio incoraggiante, considerate le diffidenze e le reticenze tipiche di chi è alle prese con questi problemi. "E mediamente - sottolineano ancora dall'assessorato - riusciamo a tenere agganciate le persone che chiamano: chi si rivolge a noi sceglie poi di ricevere un sostegno vero e di avviare un percorso di recupero".