di Marco Perduca
Il Manifesto, 19 agosto 2026
I dati provvisori del Centro per le statistiche mediche degli Usa, relativi a 12 mesi terminati a marzo 2025, stimano 38.084 decessi per oppioidi sintetici, un costante calo rispetto ai 48.913 dell’anno precedente. Il fentanyl rimane la principale causa di overdosi mortali a livello federale. La riduzione delle morti è imputabile a una serie di interventi di riduzione del danno messe in campo dall’amministrazione Biden e confermati da quella Trump. A luglio, però, il Presidente e il suo segretario alla Salute, Robert F. Kennedy Jr, hanno adottato una serie di tagli al bilancio federale per iniziative volte a rendere meno letale l’uso di stupefacenti illegali, tra questi i programmi di scambio di siringhe e le strisce reattive per i test antidroga.
Kennedy, che in passato aveva avuto problemi per il consumo di eroina, ritiene la dipendenza una “malattia spirituale”, dice di esserne “guarito” frequentando gli Alcolisti Anonimi. Per questo sta dirottando soldi a programmi religiosi, per aiutare le persone a liberarsi dal “vizio”. Un’impostazione che, però almeno per ora, non gli ha impedito di sostenere naloxone o l’uso continuato di metadone e buprenorfina. I tagli di Trump sono presentati come misure di common sense (buon senso). Common Sense è il titolo del pamphlet del 1776 in cui Thomas Paine sosteneva l’indipendenza delle colonie dal Regno unito. Common sense è diventata la parola d’ordine Maga per giustificare le decine di ordini esecutivi di Trump nel 250° compleanno degli Stati uniti - decisioni che, nel merito, sono più di senso comune che di buon senso. Un senso comune, creato ad arte da una comunicazione dello stesso Trump per cui “il fentanyl è colpa della Cina”, “lo portano i narco-terroristi messicani o colombiani via mare”. Malgrado questo sforzo comunicativo, per ora Trump non ha convinto le leadership statuali repubblicane a cambiare le politiche di riduzione del danno.
Infatti, in Florida, guidata dal repubblicano Ron DeSantis, le strisce reattive per verificare se le sostanze risultano tagliate, sono state legalizzate. Il procuratore generale repubblicano del Kentucky ha stanziato milioni di dollari per Ong che si occupano di dipendenze. I legislatori repubblicani dell’Indiana hanno rinnovato programmi che forniscono siringhe pulite ai tossicodipendenti. Mike DeWine, Governatore repubblicano dell’Ohio, ha ampliato l’accesso a strisce e kit per il test antidroga per rilevare sostanze come fentanyl e xilanina.
La spaccatura a destra è in reazione all’epidemia di overdosi fatali verificatesi durante la pandemia, quando gli oppioidi sintetici causarono un incremento del 50% di morti, da 70.000 nel 2019 a 105.000 nel 2023. Da allora, i numeri sono tornati a scendere grazie a misure di riduzione del danno, anche federali. Per questo anche i repubblicani continuano a finanziarle.
Gli operatori sanitari citano studi che dimostrano che i programmi di riduzione del danno salvano vite, i conservatori invece sottolineano l’intrattabilità del problema droga e i danni alla qualità della vita delle comunità in cui i servizi vengono offerti, come prova che non funzionano. I funzionari repubblicani sono sempre più disposti a mettere da parte l’ideologia per evitare un altro picco di overdosi simile a quello registrato durante il Covid.
Decine di ricerche confermano che rafforzare l’accesso al naloxone riduce le morti per overdose e che i programmi di siringhe sterili frenano Hiv ed epatite C. Meno consolidati, anche se incoraggianti, i dati sui centri di prevenzione di overdosi e le strisce reattive. Naturalmente, i tagli di Trump colpiscono anche gli studi scientifici, vedremo se, anche in questo caso, gli amministratori locali subentreranno per difendere la razionalità del buon senso dal senso comune generato dall’Ia o i post di Trump.









